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Ginevra: la centralità della fede
Ginevra, 20 maggio 2013 - Riconoscere che la fede gioca un ruolo cruciale nell'esperienza dei rifugiati è fondamentale per offrire protezione. Tutti erano d'accordo con questa verità durante il dialogo su fede e protezione organizzato a Ginevra dall'UNHCR nel dicembre 2012, che ha analizzato la centralità della fede per i rifugiati, i punti di forza e le sfide a cui vanno incontro le organizzazioni confessionali e le loro relazioni con gli altri attori umanitari. Tuttavia, l'UNHCR ha riconosciuto la necessità di aumentare la propria "conoscenza sulla fede" e ha annunciato azioni volte ad approfondire la propria comprensione di questi elementi.
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Stati Uniti: il direttore del JRS sottolinea l'importanza dei valori gesuiti
Spokane, 17 maggio 2013 – In occasione di un discorso tenuto presso la Gonzaga University a Spokane, Washington, Peter Balleis SJ, direttore internazionale del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, ha rammentato come nell’intraprendere la fase successiva della propria vita i laureati dovrebbero tenere a mente il principio ignaziano di perseguire le proprie aspirazioni sia per se stessi sia per il nostro mondo interconnesso.
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Australia: il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati sollecita il governo a reistituire i diritti al lavoro e a fornire adeguato sostegno alle famiglie vulnerabili
Sydney, 14 maggio 2013 – In una dichiarazione resa dal JRS Australia all'inizio della settimana, la decisione presa dal governo di rilasciare le famiglie dotandole di visti temporanei in attesa che la loro posizione sia regolarizzata (bridging visa) è un passo avanti positivo, anche se l'aver omesso il diritto al lavoro esporrà i richiedenti asilo a un alto rischio di indigenza.
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Kenya: rifugiati vittime a Nairobi di crescenti manifestazioni di xenofobia
Nairobi, 7 maggio 2013 – Da quando, lo scorso dicembre, il governo kenyano ha deciso di imporre a tutti i rifugiati urbani di trasferirsi nei campi, ponendo termine alla registrazione dei richiedenti asilo presenti nelle stesse aree urbane, nella capitale kenyana è calato per queste persone un clima di paura accompagnato da mille difficoltà oggettive. A risentirne sono in particolare i rifugiati somali e i kenyani di origine somala, fatti oggetto di crescenti forme persecutorie. A dispetto degli sforzi esperiti dalle ONG kenyane per bloccare l'attuazione della direttiva, l'ospitalità nei confronti dei rifugiati non ha mai toccato livelli bassi come ora.

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Siria: riunire le famiglie
Beirut, 3 maggio 2013 – A Damasco non c'è più speranza di avere un istante di pace e di tranquillità. Con il crescere delle violenze in questa città vecchia di 4000 anni, accompagnate da una grave penuria di beni di utilizzo quotidiano, è sempre più difficile godere delle piccole cose della vita, ancor meno di un semplice pasto in famiglia.

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Siria: mattinate in famiglia a Damasco
Damasco, 3 maggio 2013 – Che bello incontrarsi tra persone animate dal desiderio di mostrarsi reciprocamente l'amore e i sentimenti che proviamo. Mi torna alla mente ciò che ho provato nell'incontrare le famiglie presso la St Albert Hurtado House del JRS a Bab Touma. Non avevamo mai avuto contatti prima, ma mi sono sentita come se ci conoscessimo da lungo tempo.
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La solidarietà di Eradi
Boston, 2 maggio 2013 – Quando ho letto per la prima volta questa bella storia di Eradi sono rimasto immediatamente colpito dalla descrizione di lui come "quello che nota". È un modo meraviglioso di descrivere cosa significa vivere la solidarietà con gli altri, perché notare qualcuno è più di "vederlo" soltanto.
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Eradi, quello che nota gli altri
Masisi, 2 maggio 2013 – Secondo il suo contratto di lavoro, è un autista per lo staff del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati nella città di Masisi, nel Congo orientale. In realtà, Eradi Salumu per il JRS è molto di più.
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Colombia: nel 2012 aumenta lo sfollamento a Valle del Cauca, ma la risposta del governo è inefficace
Bogotá, 2 maggio 2013 – L'anno scorso a Buenaventura, distretto della regione di Valle del Cauca, l'inasprirsi degli scontri tra paramilitari, guerriglia e forze di governo ha comportato lo sfollamento di oltre 5.200 persone. Come evidenziato da un rapporto del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, Buenaventura: una crisi umanitaria senza risposta, pur di fronte all'incremento degli sfollamenti forzati, il governo non è riuscito a garantire nella regione assistenza alle vittime di violenze.
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Pregare con i Rifugiati nella Repubblica Democratica del Congo
Masisi, 1 maggio 2013 – Secondo il suo contratto di lavoro, è un autista per lo staff del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati nella città di Masisi, nel Congo orientale. In realtà, Eradi Salumu è molto di più. 39 anni, padre di tre figli, è stato costretto diverse volte a fuggire dalla guerra in Congo. Anche se non è mai stato formalmente riconosciuto rifugiato. Ha vissuto in esilio in diversi Paesi africani e europei.
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