Globale: la nostra missione è umana, pedagogica e spirituale



Peter Balleis SJ
Direttore internazionale del JRS
mercoledì, novembre 14, 2012

Lettera per il trentaduesimo anniversario della fondazione del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati

Roma, 14 novembre 2012 – Il centro di Deir Vartan di Aleppo, in Siria settentrionale, è stato distrutto. Una volta era un attivissimo centro del JRS dove i rifugiati iracheni si trovavano insieme ai siriani durante la settimana per partecipare ad attività educative e ricreative. Deir Vartan era per molti un luogo di speranza. La guerra in Siria ha distrutto la seperanza e ha creato disperazione. Quando tutto va in pezzi, la nostra missione non è solo materiale, ma anche spirituale.

Il fondatore del JRS, padre Pedro Arrupe sj, è stato chiaro in proposito. Nella lettera con cui istituiva il Servizio, scritta il 14 novembre 1980, padre Arrupe descriveva la missione del JRS come “non solo materiale” ma anche “umana, pedagogica e spirituale”.

Trentadue anni dopo, la risposta dei gesuiti e del JRS in Siria è molto su questa linea. I team del JRS hanno trasformato il loro lavoro per far fronte all'emergenza alimentare. Un gruppo di cuochi a Aleppo prepara 10mila pasti al giorno. Allo stesso tempo i bambini, colpiti e traumatizzati dalla guerra, studiano in scuole improvvisate a Aleppo, Homs e Damasco.

Studiare è un mezzo efficace per combattere il trauma, una forma di sostegno psicosociale, che tiene accesa quella scintilla di speranza senza la quale non esiste futuro. I servizi pedagogici e spirituali contrastano la disperazione e costruiscono la speranza.

Alimentare la speranza attraverso l'educazione è uno degli obiettivi globali del JRS. I nostri programmi di educazione formale e informale raggiungono più di 250mila bambini, giovani e adulti. Negli ultimi anni, il JRS è stato sempre più coinvolto nell'educazione superiore.

I rifugiati sono completamente tagliati fuori da questo livello di istruzione; meno dell'1% del totale ha accesso all'educazione superiore. Grazie alla collaborazione tra il JRS e il JCHEM (Jesuit Commons – Educazione Superiore ai Margini), 225 studenti universitari in Malawi, Kenya e Giordania stanno frequentando dei corsi online. Finora 360 studenti hanno completato dei corsi di formazione brevi chiamati Community Learning Service Tracks.

Il JCHEM facilita tutti i corsi attraverso servizi di tutoraggio e offre il riconoscimento accademico attraverso la Regis University di Denver. Abbiamo intenzione di ampliare questo programma di formazione a distanza, estendendolo a nuove sedi. In un recente incontro tra i direttori regionali del JRS, lo staff del JCHEM sul campo, il Jesuit Commons e l'UNCHR è stato confermato che i centri e gli studenti del JCHEM stanno portando un vero cambiamento nei campi profughi e anche tra i rifugiati che vivono nelle aree urbane.

L'educazione è al centro della missione umana, spirituale e pedagogica del JRS, perché crea una solida speranza per il futuro, senza la quale nessuno di noi è in grado di vivere. Le pietre possono essere distrutte, ma non lo spirito.

Peter Balleis SJ

Direttore Internazionale
Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati