Cambogia: tre ragioni per cui dovresti prestare la tua gamba per le mine
Phnom Penh, 30 marzo, 2012 – L'idea è quella di porre fine, nel giro di una generazione, alla distruzione causata dalle mine antipersona. Ma come? Prestando una gamba, ovviamente.
Nel mondo, le persone si stanno riunendo in solidarietà per prendere posizione, farsi sentire e "Prestare una gamba per un mondo libero dalle mine": il tutto attraverso il semplice gesto di arrotolarsi una gamba del pantalone.
"Presta la tua gamba" è un invito all'azione della durata di un mese, in vista della Giornata internazionale per la consapevolezza sulle mine fissata per il 4 aprile.
"Con 'Presta la tua gamba' vogliamo risvegliare il mondo affinché veda che prendendo parte a questa semplice azione e dicendo basta a questa ingiustizia possiamo davvero mettere la parola fine a queste armi", ha spiegato Juan Pablo Salazar, direttore della Campagna colombiana contro le mine e ideatore della campagna "Presta la tua gamba".
Da quando, 13 anni fa, il Trattato per la messa al bando delle mine è diventato legge, l'80 percento dei paesi del mondo hanno compiuto investimenti nelle operazioni di bonifica, assistenza alle vittime e educazione al rischio. Ma bisogna fare di più.
Quando il 16 febbraio il Giappone ha donato al governo cambogiano 16 milioni di dollari di materiale per la bonifica del paese, il JRS Cambogia ha dato inizio alla sua campagna.
Quello stesso giorno, Sr. Denise Coghlan, direttore del JRS Cambogia e la Campagna cambogiana per la messa al bando delle mine "si sono rimboccati le maniche" insieme al primo ministro e all'ambasciatore giapponese. Altrettanto si dica per i parlamentari e i gruppi per i diritti umani tedeschi che si sono uniti alla campagna.
Se vuoi, puoi aderire anche tu. È facile: vai sul sito web e trova gli eventi nella tua zona.
"Vogliamo sentire cosa stanno facendo Thailandia, Indonesia e Papua Nuova Guinea... Vogliamo che tutti aderiscano!", ha esclamato con entusiasmo suor Denise.
Il successo della Campagna internazionale contro le mine (ICBL) ricorda con forza quanto potere abbia la società civile e la collaborazione tra ONG e governi che questa campagna rappresenta. Con l'adozione del Trattato per la messa al bando delle mine, nel 1997, per la prima volta una campagna radicata nella società civile è riuscita a esercitare una pressione politica per la messa al bando globale di un'arma tanto diffusamente utilizzata. Per questo risultato, nel 1997 l'ICBL è stata insignita del Premio Nobel per la pace.
"La società civile, in collaborazione con i governi, ha vinto la battaglia per un trattato di messa al bando. Adesso, forza! Presta la tua gamba e datti nuovamente da fare perché si possa ripulire il mondo dalle mine, e ai sopravvissuti sia restituita dignità", ha detto sorridendo sr. Denise.
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| Ragazzi che vivono nel ricovero temporaneo Shan sul confine tra Thailandia e Birmania prestano la loro gamba. |
| Vogliamo risvegliare il mondo affinché veda che prendendo parte a questa semplice azione e dicendo basta a questa ingiustizia possiamo davvero mettere la parola fine a queste armi. |
Nel mondo, le persone si stanno riunendo in solidarietà per prendere posizione, farsi sentire e "Prestare una gamba per un mondo libero dalle mine": il tutto attraverso il semplice gesto di arrotolarsi una gamba del pantalone.
"Presta la tua gamba" è un invito all'azione della durata di un mese, in vista della Giornata internazionale per la consapevolezza sulle mine fissata per il 4 aprile.
"Con 'Presta la tua gamba' vogliamo risvegliare il mondo affinché veda che prendendo parte a questa semplice azione e dicendo basta a questa ingiustizia possiamo davvero mettere la parola fine a queste armi", ha spiegato Juan Pablo Salazar, direttore della Campagna colombiana contro le mine e ideatore della campagna "Presta la tua gamba".
Da quando, 13 anni fa, il Trattato per la messa al bando delle mine è diventato legge, l'80 percento dei paesi del mondo hanno compiuto investimenti nelle operazioni di bonifica, assistenza alle vittime e educazione al rischio. Ma bisogna fare di più.
- Il Trattato non è ancora "universale": Stati Uniti, Cina, India e Russia – i nostri leader mondiali – non lo hanno ancora firmato. E per la prima volta in sette anni, l'uso delle mine antipersona ha avuto un incremento
- I costi umani restano elevati. Il Landmine Monitor dello scorso anno ha registrato 4.191 vittime, quasi 12 persone al giorno, perlopiù civili e bambini. "Avrei voluto morire con lui quel giorno", ricorda Yay Mao guardando una foto del suo nipotino di 10 anni, morto cinque mesi fa dopo aver scoperto una munizione cluster nel giardino di casa, in Cambogia.
- Il peso psicologico non conosce pausa. Le mine antipersona sono un attacco sferrato alla mente e al corpo. Sono tantissime le persone che vivono e lavorano consapevolmente in aree a rischio senza avere scelta. Quando le chiediamo se ci siano altre munizioni cluster vicino a casa sua, Yay Mao si stringe nelle spalle e dice "È possibile... ma cosa possiamo fare? Dobbiamo vivere".
Quando il 16 febbraio il Giappone ha donato al governo cambogiano 16 milioni di dollari di materiale per la bonifica del paese, il JRS Cambogia ha dato inizio alla sua campagna.
Quello stesso giorno, Sr. Denise Coghlan, direttore del JRS Cambogia e la Campagna cambogiana per la messa al bando delle mine "si sono rimboccati le maniche" insieme al primo ministro e all'ambasciatore giapponese. Altrettanto si dica per i parlamentari e i gruppi per i diritti umani tedeschi che si sono uniti alla campagna.
Se vuoi, puoi aderire anche tu. È facile: vai sul sito web e trova gli eventi nella tua zona.
"Vogliamo sentire cosa stanno facendo Thailandia, Indonesia e Papua Nuova Guinea... Vogliamo che tutti aderiscano!", ha esclamato con entusiasmo suor Denise.
Il successo della Campagna internazionale contro le mine (ICBL) ricorda con forza quanto potere abbia la società civile e la collaborazione tra ONG e governi che questa campagna rappresenta. Con l'adozione del Trattato per la messa al bando delle mine, nel 1997, per la prima volta una campagna radicata nella società civile è riuscita a esercitare una pressione politica per la messa al bando globale di un'arma tanto diffusamente utilizzata. Per questo risultato, nel 1997 l'ICBL è stata insignita del Premio Nobel per la pace.
"La società civile, in collaborazione con i governi, ha vinto la battaglia per un trattato di messa al bando. Adesso, forza! Presta la tua gamba e datti nuovamente da fare perché si possa ripulire il mondo dalle mine, e ai sopravvissuti sia restituita dignità", ha detto sorridendo sr. Denise.
Tess O'Brien, JRS volontaria del JRS Cambogia




