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 Europa
En Europa, el JRS está especialmente preocupada por los centros de detención de inmigrantes y por las personas desplazadas forzosas enfrentadas a la miseria. Con políticas nacionales en toda la región que decretan la detención de los que llegan sin documentos, que cuentan con leyes y prácticas de asilo restrictivas, y que se muestran hostiles a recibir tanto a los que solicitan asilo como a los que no, las oficinas del JRS en Europa se han puesto ha trabajar en favor de los inmigrantes en situación vulnerable. Hay 14 oficinas nacionales así como personas de contacto en otros siete países.

Aunque el JRS Europa se creó como región en 1994, los jesuitas ya habían estado junto a los refugiados en todo el continente desde mucho antes. Uno de los primeros proyectos del JRS, en 1981, fue el Centro Astalli en Roma. El primer jesuita encargado de la coordinación internacional del JRS, Michael Campbell-Johnston SJ, recuerda: "Vimos que había un grave problema con los refugiados eritreos y etíopes aquí mismo, en las propias puertas de Roma. Así que creamos el Centro Astalli para ofrecerles comida y alojamiento, en el sótano del mismo edificio donde San Ignacio y sus compañeros ayudaron a las víctimas de la hambruna de 1538". El Centro Astalli sigue adelante con su trabajo, hoy en día, atendiendo a cientos de refugiados.

Aparte de ofrecer apoyo en la comunidad, los equipos del JRS ya comenzaron a trabajar en los centros de detención desde el principio. Hoy, los equipos del JRS en Bélgica, Alemania, Irlanda, Malta, Portugal, Eslovenia, Suecia, Rumania, Reino Unido y en los Balcanes Occidentales visitan regularmente los centros de detención para ofrecer apoyo psicosocial, pastoral y legal. En la mayoría de estos lugares, así como en Francia e Italia, se ofrecen también los servicios dentro de la comunidad, ofreciendo alimentos, alojamiento, servicios sociales, atención sanitaria, ayuda legal, cursos de idiomas y de informática, aparte de ayuda a la hora de buscar un empleo.

La externalización es otra preocupación acuciante. En 2008, el JRS amplió su acompañamiento a los solicitantes de asilo que se encuentran atrapados en las fronteras externas de la UE, y que no pueden llegar a Europa. Se pusieron en marcha proyectos en Marruecos y Ucrania: una guardería y un lugar seguro para mujeres en Casablanca (Marruecos), y un alojamiento seguro y un servicio de atención legal en Lviv, al oeste de Ucrania.

En Bruselas, la oficina del JRS Europa es muy activa en su trabajo de incidencia política en el ámbito de la Unión Europea, analizando y haciendo un seguimiento de las leyes de asilo e inmigración, coordinando la investigación a nivel regional, y aprovechando cada oportunidad para conectar las experiencias de los refugiados con la elaboración de políticas.

Como parte de la Red de Advocacy para los Migrantes en la Indigencia (ANDES), en 2010, el JRS publicó el informe, Viviendo en el Limbo, sobre la indigencia entre los migrantes forzosos en 12 países de la UE y Ucrania. La investigación revela que la miseria de los extranjeros es un problema de toda Europa provocado por las políticas estatales que tratan de excluir a muchos tipos de inmigrantes de la sociedad.

En el año 2010, también se terminó una investigación sobre la vulnerabilidad en los centros de detención. La conclusión es que la detención es una medida muy negativa que aumenta la susceptibilidad de las personas a sufrir daños mayores, no sólo aquellas con vulnerabilidades reconocidas oficialmente, sino también las que se encuentran en buen estado de salud.

Europa
Philip Amaral

europe.advocacy@jrs.net
+32 2 250 3223
http://www.jrseurope.org

Il JRS Europa è una delle 10 aree geografiche del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, un'organizzazione internazionale cattolica promossa dalla Compagnia di Gesù. L'ufficio regionale assiste rifugiati e altri migranti forzati in più di 14 Paesi d'Europa. I servizi comprendono: assistenza a richiedenti asilo in detenzione; assistenza legale a richiedenti asilo e migranti irregolari; supporto alle persone traumatizzate dalle persecuzioni subite e dalla fuga; servizi di cappellania nei centri di accoglienza aperti e nelle strutture di trattenimento (detenzione); fornitura di cibo e alloggio per i migranti in condizioni di grave marginalizzazione e esclusione sociale.


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