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 Repubblica Democratica del Congo: Istruzione formale e non formale nella località di Masisi
Il Kivu Nord ospita una delle più numerose popolazioni di sfollati di tutte le province della Repubblica Democratica del Congo (RDC). Nel 2010 quasi un milione di persone ha abbandonato le proprie abitazioni per via del clima di insicurezza provocato dai gruppi armati; il 70 percento circa è stato accolto da familiari, gli altri invece vivono in campi ufficiali e non ufficiali.

Le principali cause dello sfollamento del 2010 sono da ricondurre alle atrocità commesse dai gruppi armati nel territorio settentrionale e centro-occidentale di Masisi, nonché alle operazioni militari ufficiali dirette contro il gruppo ribelle Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR) nel territorio di confine di Walikale. I violenti attacchi in corso – furti, estorsioni e violenze sessuali – mostrano come la situazione attuale sia ancora altamente instabile e provochi ondate regolari di movimenti forzati di popolazione.

Istruzione formale

Il caos e le ripercussioni del conflitto hanno avuto un grave impatto sul sistema educativo nel territorio di Masisi. La distruzione e il saccheggio delle infrastrutture scolastiche, unito alle frequenti interruzioni delle attività didattiche, continuano a negare a migliaia di bambini e ragazzi il diritto fondamentale all'istruzione. 

Il conflitto ha lasciato impoverite sia le famiglie sfollate sia quelle locali, e i genitori spesso non hanno di che pagare le tasse scolastiche per i propri figli. La mancanza di servizi igienici e di acqua corrente rende difficile la frequenza regolare, soprattutto alle ragazze. Inoltre, l'irregolarità e l'inadeguatezza degli stipendi degli insegnanti, la riduzione dei budget destinati all'educazione e la mancanza di formazione per gli insegnanti e di materiale scolastico contribuiscono alla flessione degli standard educativi nelle aree di sfollamento.

Finanziato dalle ONG spagnole Alboan ed Entreculturas, e dallo Scottish Catholic International Aid Fund, questo intervento del JRS si prefigge di garantire accesso all'educazione secondaria agli studenti sfollati del Masisi centrale e della zona circostante. Per raggiungere lo scopo prefissosi, il JRS ha ripristinato e costruito scuole, formato insegnanti e distribuito testi e materiali scolastici.

Il programma del JRS prevede che i genitori forniscano almeno il dieci percento dei materiali da costruzione. Con questa cooperazione, l'organizzazione ha costruito e ripristinato aule sufficienti a consentire la frequenza scolastica a 804 ragazzi e 241 ragazze tra i 12 e i 17 anni.

Al fine di accrescere efficienza didattica e consapevolezza nell'utilizzo del materiale scolastico, sono stati organizzati laboratori di formazione per insegnanti uomini e donne tra i 25 e i 50 anni. Le forniture scolastiche vengono distribuite a circa 2400 studenti di 15 scuole, e ciascun istituto riceve anche libri di testo per le diverse materie insegnate, tra cui matematica, storia, geografia, psicologia educativa, oltre a materiale per la scrittura e sostegno tecnico per l'insegnamento della matematica.

Istruzione non formale

Raramente le donne sfollate si vedono garantire gli stessi diritti degli uomini, ritrovandosi quindi in circostanze di particolare difficoltà in una cultura eminentemente maschilista. Il Kivu Nord è infatti noto come la capitale globale della violenza sessuale contro donne e ragazze; essere sfollate a Masisi non fa che aumentare la possibilità di divenirne oggetto.

La maggior parte dei casi di violenza sessuale resi noti – si tende a non tener conto delle violenze domestiche, invece molto frequenti – hanno luogo quando donne e ragazze lasciano i campi in cerca di legna da ardere. I responsabili – spesso ribelli e militari – raramente vengono puniti. Ciò accresce drasticamente la possibilità di contrarre l'HIV, e porta all'ostracizzazione delle vittime, soprattutto da parte delle famiglie di appartenenza.

Finanziata dalle ONG spagnole Alboan ed Entreculturas, e dallo Scottish Catholic International Aid Fund, questo intervento del JRS si prefigge di ridurre la vulnerabilità delle donne sfollate e delle comunità locali nell'area di Masisi.

Il JRS assiste gli sfollati, soprattutto donne, tra i 25 e i 50 anni a riacquistare dignità e autostima rendendole consapevoli dei loro diritti e offrendo workshop e corsi di alfabetizzazione per adulti e di sartoria. Le uniformi scolastiche e le borse prodotte vengono poi acquistate dal JRS e distribuite. Dopo aver preso parte ai corsi alcuni giovani, uomini e donne, hanno aperto laboratori in proprio.

Il JRS organizza inoltre workshop di "educazione alla vita" nei campi ufficiali e non ufficiali. I temi esaminati vanno dall'igiene alla salute, dai rapporti umani alla nutrizione, ecc. L'organizzazione ha inoltre appena avviato l'offerta di sostegno psicosociale a donne e giovani ragazze sopravvissute alla violenza sessuale. Di centrale importanza nel lavoro del JRS nella località di Masisi è la promozione dei diritti delle donne, finalizzata in particolare a porre fine alle violenze sessuali e di genere.


Africa Grandi Laghi
Danilo Giannese

grandslacs.advocacy@jrs.net
+257 78991302; +243 (0)821778696; +250 782000940

Il JRS Africa Grandi Laghi è una delle 10 aree geografiche del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, un'organizzazione internazionale cattolica promossa dalla Compagnia di Gesù. L'ufficio regionale coordina l'erogazione di servizi di istruzione, alloggio, assistenza psico-sociale e attività ricreative, ma anche assistenza in situazioni di emergenza e supporto al raggiungimento dell'autosufficienza per rifugiati vulnerabili e altri migranti forzati in Rwanda, Burundi e Republica Democratica del Congo. Nel 2009, quasi 60.000 migranti forzati sono stati assistiti dal JRS in questa regione.


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