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Globale: nuove linee guida sulla detenzione, un passo avanti
27 settembre 2012

Un gruppo di giovani detenuti fissano i visitatori in un affollato centro a Pagani, Grecia (Laura Boldrini/UNHCR)
Ci delude il fatto che molti paesi continuino a trattenere i richiedenti asilo in centri di detenzione, a volte per lunghi periodi e in condizioni pessime.
Bruxelles, 27 settembre 2012 – Mentre cresce la preoccupazione in merito all'abuso della detenzione come strumento di controllo dei flussi di richiedenti asilo, questa settimana l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) ha pubblicato nuove linee guida per i governi riguardo a questo tema. Sebbene si tratti di un documento tuttaltro che perfetto, nella prospettiva del JRS, esso rappresenta un passo in avanti per la promozione dei diritti umani.

"Ci delude il fatto che molti paesi continuino a trattenere i richiedenti asilo in centri di detenzione, a volte per lunghi periodi e in condizioni pessime, arrivando in alcuni casi a tenerli in prigione insieme a criminali comuni", ha dichiarato un portavoce dell'UNHCR alla conferenza stampa di presentazione del documento.

Finora i governi e altre organizzazioni si basavano sulle linee guida sulla detenzione pubblicate dall'UNHCR nel 1999. Tuttavia l'uso crescente delle misure detentive ha richiesto di sviluppare linee guida più specifiche. A ciò si accompagna un crescente, sebbene fragile, consenso sulle misure alternative alla detenzione dei migranti. Per esempio, tali alternative prevederebbero di accogliere richiedenti asilo e altri migranti in centri aperti a contatto con la comunità ospite, rispettando il loro diritto alla libertà di movimento.

Perché il ricorso alla detenzione resti un'eccezione. L'UNHCR ha sempre ribadito che I richiedenti asilo dovrebbero essere detenuti soltanto in circostanze davvero eccezionali. 

Tuttavia le linee guida del 1999 intendevano queste circostanze eccezionali in un senso più ampio di quanto fosse auspicabile, autorizzando la detenzione per: accertare l'identità della persona, condurre un colloquio preliminare e tutelare l'ordine pubblico. Inoltre, i governi erano legittimati a tenere in detenzione richiedenti asilo che avessero distrutto I propri documenti di viaggio per fuorviare deliberatamente le autorità. 

Tali eccezioni sono state utilizzate dai governi per mettere in detenzione i richiedenti asilo senza offrire specifiche giustificazioni. Nel 2005, una ricerca del JRS Europa ha concluso che le linee guida del 1999 erano "troppo ampie".

Considerate le difficoltà che i richiedenti asilo incontrano per ottenere passaporti e documenti di identità dai loro governi – spesso responsabili delle persecuzioni – nonché visti dagli Stati dell'UE, non sorprende che siano costretti a utilizzare canali irregolari per il loro viaggio. Eppure, dato che sono fuggiti dal loro Paese senza regolari documenti di viaggio, gli Stati si sentono in diritto di metterli in detenzione. Un circolo vizioso!

A prima vista le nuove linee guida dell'UNHCR sembrano un passo indietro. Ribadiscono le giustificazioni per la detenzione del 1999 e anzi ne aggiungono due: per evitare che i richiedenti asilo si rendano irreperibili e per implementare procedure di asilo  'accelerate' nel caso di domande sono 'manifestamente infondate'.

L'aspetto positivo è che queste eccezioni sono delineate con maggiore precisione. Per esempio, l'UNHCR esplicita i fattori che i governi devono tenere in considerazione nel valutare la volontà dello straniero di collaborare, come ad esempio il fatto di aver rispettato, in precedenza, le procedure per l'immigrazione previste. L'UNHCR sottolinea anche che I governi sono tenuti a tenere in considerazione i legami familiari del detenuto e la sua disponibilità a fornire spontaneamente le informazioni necessarie alle autorità.

Persino nei casi in cui i governi giudichino necessario usare la detenzione per verificare l'identità dei richiedenti aslo, l'UNHCR ricorda che "i richiedenti asilo hanno spesso giustificabili motivazioni per il loro ingresso irregolare", e che la mancanza di documenti di viaggio "non dovrebbe essere automaticamente interpretata come indisponibilità a collaborare".

La scelta di dettagliare le circostanze in cui l'uso della detenzione da parte dei governi è giustificato riduce in modo significativo la possibilità di che i diritti dei richiedenti asilo vengao violati. Questi sono dettagli che possono fare la differenza.

L'anormalità della detenzione. Nel complesso le nuove linee guida mirano a presentare la detenzione come una risposta anomala dei governi ai richiedenti asilo. L'UNHCR afferma che la libertà è un "diritto fondamentale", e che la detenzione dovrebbe "normalmente essere evitata e vi si dovrebbe ricorrere solo come ultima risorsa". 

In realtà, ci sono moltissimi modi in cui i governi possono gestire flussi di richiedenti asilo senza imprigionare le persone. La risposta ordinaria da parte di un governo dovrebbe essere quella di esaminare le domande di asilo mentre ai richiedenti viene concesso di risiedere nelle comunità ospiti, nella misura in cui non commettano alcun realto che preveda la privazione della libertà. 

Mentre le linee guida del 1999 si limitavano ad elencare esempi di misure alternative alla detenzione, la nuova versione elabora con maggior precisione questo punto, individuando specifiche condizioni che assicurerebbero il successo di tali misure. Tra queste, offrire ai richiedenti asilo informazioni chiare, assistenza legale, misure di accoglienza adeguate e sostegno individuale da parte delle autorità nazionali.

L'enfasi sulle alternative alla detenzione è un segnale incoraggiante. Tali alternative non solo porterebbero a procedure più economiche e efficienti, ma farebbero sì che le azioni degli Stati diventino coerenti con i loro affermati principi di ospitalità, libertà, dignità e supremazia della legge.

Finché non accade, dobbiamo continuare a monitorare l'operato dei governi e evidenziare le discrepanze tra politiche e pratiche.

Philip Amaral, Coordinatore advocacy e comunicazioni, JRS Europa

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Am ethiopian refugee leving nairobi since 2001 as a refugee i need a durabel solution from j.r.s thank you
Ephrem - Jesuit Refugee Service International Office - ottobre 08, 2012
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