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10 gennaio 2013

Pierre Ceyrac SJ accanto a una rifugiata, in uno dei campi al confine tra Cambogia e Thailandia. (Kuangchi Programme Service)
Pierre amava citare un verso di un poeta tamil, Thayumanavar: "O Dio, oltre a volere che le persone siano felici, non desidero altro dalla vita". E inoltre si riferiva a san Giovanni della Croce, che diceva: "Alla sera della vita saremo giudicati sull'amore".
Chennai, 10 gennaio 2013 – Pierre Ceyrac SJ è morto lo scorso 30 maggio 2012 a Chennai all'età di 98 anni. Pierre ha prestato servizio con il JRS nei campi dei rifugiati cambogiani in Thailandia nei primi anni '80, proprio agli inizi della vita del JRS. Quando Pierre è morto, un ex operatore del JRS ha scritto: "finisce un'epoca di compassione senza confini". 

Alcuni anni fa Pierre scrisse in una riflessione per il sito del JRS: "Vivo da più di 60 anni, senza alcun merito da parte mia, un'esperienza umana e religiosa straordinaria, ai confini di civiltà millenarie, e di fronte a situazioni umane – si tratti dell'India o della Cambogia – in cui le forze del male e quelle del bene sono in costante contrapposizione.

Il mio modo di essere gesuita si è molto semplificato a contatto con tutto ciò che ho vissuto in questi due Paesi… Potrei riassumerlo con la grande frase di san Giovanni della Croce: 'Solo nell'amare è il mio esercizio'. E questo, in due modi che sempre più diventano uno solo: un amore crescente per Gesù Cristo, 'colui che il mio cuore ama', un amore che sempre più pervade tutto; ma un Gesù Cristo cercato, trovato e amato negli altri, soprattutto nei poveri e in coloro che soffrono. E diventare così sempre più 'un uomo per gli altri'. A questi due aspetti con cui mi piacerebbe definire il mio modo di essere gesuita, vorrei aggiungere l'essere un uomo del magis, del di più, sulle orme di Saverio: sempre più, sempre ancora, sempre più lontano... verso altri approdi."

Nato il 4 febbraio 1914 in Francia, Pierre entrò nella Compagnia di Gesù nel 1931. Destinato alla missione in India, studiò il sanscrito e partì per Chennai nel 1937, dove studiò letteratura Tamil oltre alla preparazione per il sacerdozio. Fu ordinato nel 1945. 

Nel 1980 Pierre andò in Thailandia con una équipe della Caritas indiana per aiutare i rifugiati cambogiani che avevano attraversato in gran numero il confine mentre l'esercito vietnamita combatteva contro i Khmer rossi. Pierre e diversi confratelli gesuiti, in particolare John Bingham e Noel Oliver, rimasero per gettare le basi di un programma del JRS nell'Asia del Pacifico. Accompagnarono i rifugiati cambogiani fino al loro rientro nei primi anni '90.

Pierre amava citare un verso di un poeta tamil, Thayumanavar: "O Dio, oltre a volere che le persone siano felici, non desidero altro dalla vita". E inoltre si riferiva a san Giovanni della Croce, che diceva: "Alla sera della vita saremo giudicati sull'amore". 

Pierre è stato uno straordinario amico dei poveri. Aveva un ottimismo contagioso e un senso profondo dell'amore di Dio per tutti. Un giorno, lungo il confine fra Thailandia e Cambogia, esasperato, un ufficiale dell'Onu lo definì un "missile fuori controllo". Pierre per un attimo si preoccupò, temendo che l'ufficiale gli impedisse di entrare nei campi. Ma vedendo che non gli si ponevano limitazioni, fu contento dell'epiteto, perché lo descriveva come una persona libera. Certamente era libero e la sua libertà ha portato gioia a molti.

- Mark Raper SJ, ex direttore del JRS Internazionale. Questo articolo è tratto dall'ultima edizione di Servir. Clicca qui per visualizzare l'intero documento.

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