Donna del campo rifugiati di Melkadida partecipa a un corso di formazione professionale nella speranza di un futuro migliore, Distretto di Dollo Ado, Etiopia (Jaime Moreno/JRS)
Dollo Ado, 16 aprile 2012 – Tutto nel comportamento delle rifugiate somale a Melkadida in occasione delle celebrazioni per la Giornata internazionale della donna del mese scorso testimoniava il desiderio e la speranza di un cambiamento.

Melkadida, che conta più di 40.000 presenze, è uno dei molti campi che ospitano rifugiati somali nell'Etiopia sudorientale, al confine con Somalia e Kenya. Migliaia di somali sono stati forzati a fuggire dal proprio paese a causa del deteriorarsi della situazione politica e delle condizioni di sicurezza, l'assenza di una ben definita protezione da parte dello stato, la siccità, i magri raccolti, le violenze e la povertà.

Sono le donne e i bambini ad aver subito il peso del fallimento della Somalia in fatto di protezione dei propri cittadini. Già svantaggiati in più modi in seno alla società somala, il continuo disintegrarsi dello stato ha solo aggravato la loro situazione. Nonostante le difficoltà che continuano ad avere nel cercare di avere accesso ad adeguati servizi sanitari e istruzione, alloggi decenti e cibo a sufficienza, le donne hanno dato prova di una grande capacità di adattamento.

La forza delle donne del campo di Melkadida.La celebrazione della Giornata internazionale della donna nel campo di Melkadida è stata una chiara espressione di questa determinazione. Nelle sfide quotidiane che le rifugiate si trovano ad affrontare, la loro determinazione dimostra che le lotte di oggi produrranno un domani migliore non solo per loro stesse, ma per il mondo intero. In apertura di giornata le donne hanno marciato lungo il campo portando cartelli e striscioni con le loro richieste.

Su di uno era scritto "Anche le bambine dovrebbero andare a scuola", e su un altro "Fermate la violenza contro le donne". A questi messaggi chiari e puntuali, indirizzati soprattutto agli uomini presenti, sono seguiti interventi di leader donne. 

Con il susseguirsi delle attività previste per la giornata, le donne hanno cantato e ballato al ritmo di musica somala composta localmente, e recitato. Con voce forte e unanime hanno chiesto rispetto e pari accesso a servizi e opportunità. La sicurezza con cui hanno dato voce alle loro richieste dimostra che le lotte quotidiane per migliorare la condizione delle donne rifugiate nel campo non sono state vane.

Le rifugiate somale a Melkadida sono diventate il volto della lotta per le donne in condizioni di vulnerabilità la cui emarginazione non ha impedito loro di chiedere di essere trattate diversamente, promuovere i loro reali desideri, aspirazioni e sogni di un progresso futuro.

Essendo le principali percettrici di reddito delle proprie famiglie, le donne panificano, vendono il pane nei Suka (piccoli negozi) e pascolano capre e pecore. Chi credeva ci fossero limiti a ciò che le donne possono realizzare, devono ora ricredersi e prendere seriamente nota della realtà. 

Speranza, motore di rinnovamento. La loro capacità di adattamento delle donne a diversi contesti sarà loro di aiuto nel rispondere alle sfide future. Le donne somale hanno dimostrato che la speranza resta il motore di rinnovamento. In occasione della Giornata internazionale della donna, hanno usato la loro sofferenza passata come opportunità di procedere ed esigere che  cambi lostatus quo che, oggi più che mai, mette a rischio il benessere delle donne. La discriminazione nel campo dell'istruzione e nel luogo di lavoro, la violenza di genere e la mancanza di rispetto per i diritti delle donne permangono sfide da vincere.

Nel dimostrare che la dignità, il rispetto e la pace non conoscono genere e trascendono i confini culturali, religiosi, politici, sociali e ideologici, le donne somale hanno dato prova che gli sforzi compiuti dal JRS non sono rimasti infruttuosi. Dobbiamo quindi raddoppiarli, perché il cambiamento che ha avuto inizio come un piccolo seme nelle esistenze di tante donne somale possa contribuire in misura seppure  minima a trasformare nella sostanza la vita di molte altre donne somale.

Godfrey Ogena e Firkite Tarekegn
Team psicosociale,
Distretto di Dollo Ado 
JRS Etiopia

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