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Studenti della Herat Technical School del JRS in Afghanistan seguono un corso di informatica (Peter Balleis/JRS).
Nuova Delhi, 15 ottobre 2012 – Quando ci si reca in una scuola di un campo di accoglienza per rientrati, in un quartiere degradato, o presso una comunità svantaggiata, si incontrano facilmente bambini come Azar*, ansiosi di raccontare cosa intendono fare da grandi. Azar, per esempio, vuole diventare un dottore per essere un giorno di aiuto al proprio paese, l'Afghanistan. Ti si spezza il cuore, a sentirli -- pur tuttavia, forse non sono tanto lontani dal vero. Con l'espandersi nell'Asia Meridionale dell'istruzione online rivolta alle comunità emarginate, ai ragazzi come Azar viene data una possibilità di realizzare i propri sogni.

In collaborazione con il Jesuit Commons: Higher education at the margins (JC:HEM), il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, che già propone corsi di istruzione di terzo livello ai rifugiati in Kenya, Giordania e Malawi, sta per offrire questa possibilità anche agli studenti dell'Asia Meridionale. Nel corso dei prossimi mesi, Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati dell'Asia Meridionale avvierà corsi online per gli sfollati che si trovano nel nord e nell'est dello Sri Lanka, nonché alle comunità di rientrati in Afghanistan.

Le due organizzazioni gesuite consentiranno alle comunità emarginate di accedere a corsi riconosciuti dalle università gesuite in India, cosicché possano fruire di un'istruzione contestuale di qualità. Inoltre, la nuova iniziativa gesuita si avvarrà delle comunicazioni online attraverso la propria rete globale, in modo tale da rendere più facile la cooperazione tra strutture gesuite impegnate per un mondo più giusto ed equo.

Come tiene a precisare il direttore internazionale del JC:HEM Jesuit Commons, Mary McFarland "la componente importante dell'istruzione di impostazione gesuita è la sua capacità trasformante, secondo il nostro principio per cui trasformando il pensiero si trasforma il mondo".

Il JRS Asia Meridionale ha sempre puntato su un'istruzione di qualità, conferma il direttore del JRS Asia Meridionale, Stan Fernandes SJ.

"Ampliare e valorizzare le nostre iniziative a livello terziario attraverso un'istruzione online è sempre stato il nostro sogno" ci spiega. "Sulla scia dell'esperienza fatta dal JC:HEM, in occasione della Conferenza di Denver ci siamo resi conto che potremmo farne una realtà anche per l'Asia Meridionale".

Fino ad ora, ambedue queste comunità situate ai margini della società hanno avuto scarse possibilità di accedere a un'istruzione qualitativamente valida.

Nello Sri Lanka settentrionale e orientale, dove il JRS già si fa carico dell'istruzione degli sfollati causati dalla situazione di conflitto, il personale ha in progetto di istituire quattro centri di istruzione a distanza che consentirebbero a 100 studenti di svolgere un programma triennale mirato al conseguimento di un diploma finale. Tre membri del personale JRS si stanno preparando al compito di facilitatori online e sul campo, mentre è in corso il processo di selezione degli studenti per i corsi di lingua inglese e di computer.

"Gli inizi saranno modesti, faremo tutto con gradualità, partendo dalla formazione dei formatori. Poi partiremo con un programma che comprenderà corsi di inglese come seconda lingua e informatica, in modo da prepararli agli studi di livello universitario, sempre online", spiega p. Maria Joseph, coordinatore della programmazione online per conto del JRS Asia Meridionale. Nel frattempo, le due università gesuite associate – la St Xavier di Calcutta e la St Xavier di Mumbai ¬ si stanno predisponendo a proporre i corsi.

In Afghanistan, il JRS si prende cura dell'istruzione primaria, secondaria e informale fin dal 2005. L'anno scorso, i gruppi dislocati a Bamiyan, Herat, Daikundi e Kabul hanno dato formazione e sostegno agli insegnanti, nonché fornito servizi diretti a 4.500 tra ragazzi e ragazze. L'Herat Technical Institute, che gode del sostegno dei gesuiti, in sette anni ha avuto uno sviluppo straordinario, tant'è che oggi è in grado di fornire istruzione tecnica di tipo pratico e formazione linguistica in inglese a 880 studenti, tra cui 230 e più ragazze.

Con l'introduzione dell'istruzione online, gli studenti delle scuole come l'Herat Technical Institute potranno un domani divenire quella forza lavoro qualificata e competente di cui l'Afghanistan avrà bisogno nel suo cammino di sviluppo e autonomia.

A differenza del JC:HEM in Africa, il JRS Asia Meridionale aspira ad associarsi con altri istituti gesuiti di istruzione superiore per dare forma a corsi adatti rispettivamente alla cultura locale afghana e srilankese e far sì che entrino a far parte del pensiero e del modo di vedere globale.

"Tutto è finalizzato all'apprendimento", precisa Mary McFarland, "alla creazione di una nuova base cognitiva, di una classe dirigente capace di un nuovo pensiero, di risolvere i problemi a nome e per conto della comunità di riferimento, dovunque essa sia. Per cui, se essa si trova in un campo, come saprà questa classe dirigente arricchire la propria vita e quella di coloro al cui servizio essa si pone? Potrebbe eventualmente aprire a coloro che rimpatriano la possibilità di aiutare le rispettive comunità in modi del tutto nuovi".

Se i bambini come Azar possono senza timore sognare di diventare medici grazie alla cooperazione tra università locali e regionali, il cambiamento realmente rivoluzionario sarà non soltanto l'allargamento dell'istruzione superiore alle comunità emarginate, bensì anche la promozione di una cooperazione tra nord e sud, di una nuova capacità a livello regionale. In questo caso, in università indiane, anche se il processo è appena agli inizi.

Molly Mullen, consulente per la comunicazione, Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, Ufficio Internazionale

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