Australia: I richiedenti asilo lottano per ricostruire le loro vite con poco sostegno da parte del governo
  Cambogia: reinsediamento, non più un’opzione per i rifugiati urbani
  Nascosti alla vista
  Giordania: più di un semplice numero
  Giordania: rifugiati che aiutano altri rifugiati
  Kenya: costruire autonomia tra i rifugiati e le comunità ospitanti
  Kenya: rifugiati vittime a Nairobi di crescenti manifestazioni di xenofobia
  Kenya: bambini rifugiati urbani e istruzione
  America Latina: I rifugiati colombiani devono affrontare scelte difficili
  Panama: il programma del JRS aiuta i rifugiati urbani
  Protezione e soluzioni per i rifugiati nelle aree urbane
  Sudafrica: l'aumento dei rifugiati urbani
  Riflettori sull’Iraq
  Sudan: pace attraverso l'istruzione
  Siria: la situazione umanitaria nella regione si va rapidamente deteriorando
  Siria: superare l'isolamento attraverso la comunità
  Siria: la pittura come forma di auto-espressione, un laboratorio femminile al Deir Vartan
  Siria: quale destinazione, ora, per gli iracheni?
  Thailandia: marginalizzazione nella metropoli
  Turchia: iracheni in continuo movimento in cerca di un futuro migliore
  Turchia: famiglie rifugiate condividono i loro timori sul presente e il futuro
  Turchia: I rifugiati afghani affrontano la crisi dell'inverno
  Video: Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati e i rifugiati urbani
  Internazionale: Il JRS definisce un approccio globale ai rifugiati urbani


Agnes Asiimwe (a sinistra) del Progetto Urbano del JRS Nairobi parla ai beneficiari del programma "rete di sicurezza" durante un incontro a Nairobi. (Charles Njanga/JRS)
Nairobi, 18 febbraio 2013 – In un assolato venerdì mattina, la sala della chiesa di S. Theresa a Eastleigh, Nairobi, si anima via via che la gente lentamente arriva. Una folla mista di uomini e donne, ciascuno con una piccola borsa, aspetta l'ultimo appuntamento dell'iniziativa del JRS per i rifugiati urbani titolari di piccole attività nella capitale kenyota. I 45 beneficiari del Progetto Urbano del JRS Nairobi hanno ricevuto cibo e assistenza materiale affinché fosse assicurata loro una rete di protezione che consentisse loro di investire per la loro attività imprenditoriale (attività di generazione di reddito, le cosiddette IGA). 

L'iniziativa della durata di quattro mesi, conclusasi il mese scorso, è stata lanciata dopo che uno studio condotto dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e dal Consiglio Danese per i Rifugiati nel maggio 2012 ha mostrato che le IGA gestite da rifugiati a Nairobi non crescevano. L'indagine ha rivelato che tutto quello che le persone guadagnavano veniva utilizzato per rispondere a bisogni primari e non veniva reinvestito in attività produttive. Raccomandava dunque che i rifugiati ricevessero cibo e aiuti materiali per quattro mesi, dando loro così la possibilità di investire i loro guadagni.

Il programma mirava anche a rendere più stabile il consumo delle famiglie e rafforzare la capacità dei gruppi auto-aiuto a base comunitaria di offrire sostegno sociale. Dopo aver convocato l'incontro, la coordinatrice del Progetto Urbano IGA del JRS Nairobi, Agnes Asiimwe, ha invitato i membri del gruppo a spiegare l'impatto che il programma ha avuto sulle loro vite. Dopo qualche incoraggiamento, una donna ha preso la parola. 

"Ho potuto far crescere la mia impresa; inizialmente vendevo solo canestri intrecciati, ma ora vendo anche vitenge [stoffe stampate africane]. L'assistenza che ho ricevuto dal JRS ha davvero risollevato la mia vita e sono riuscita a traslocare in una casa migliore", dice fieramente la donna, suscitando gli applausi e i sorrisi dei presenti.

L'integrazione nella comunità locale era un altro elemento chiave del programma. Dal momento che i rifugiati urbani vivono in mezzo ai kenioti, in comunità spesso molto marginalizzate, l'inclusione di cinque kenioti nel gruppo ha rafforzato i legami tra comunità locale e comunità dei rifugiati, aiutando a combattere l'idea che i rifugiati siano favoriti rispetto ai locali.

Testimonianze. "Sono riuscito a espandere la mia impresa alimentare a Kayole (Nairobi) dopo che avevo lasciato Telkom, Kenya. Ora riesco a sostenere meglio la mia famiglia", dice Joseph, un keniota. Partecipanti come lui sono stati identificati attraverso sei consigli pastorali di parrocchie cattoliche locali e sono stati scelti tra i più vulnerabili della comunità.

"Sono molto grata per l'assistenza che ho ricevuto dal JRS. Ora i miei bambini posssono mangiare e andare a scuola. Dio certamente benedirà i kenioti per l'aiuto che hanno dato ai rifugiati", dice Mary* che vende manioca fritta in due quartieri di Nairobi. Con l'aiuto del JRS, la sua impresa si è potuta espandere, includendo anche la produzione di cesti intrecciati.

Secondo Mathias Mbisu, operatore sociale del JRS che opera a Eastleigh, la distribuzione di cibo e di generi di prima necessità ha aiutato molto i beneficiari del programma "rete di sicurezza". 

"Hanno potuto concentrarsi sulla loro impresa senza preoccuparsi di mantenere le loro famiglie", racconta Mathias.

Secondo quanto previsto dal follow-up del progetto, membri dello staff del JRS fanno visita ai beneficiari presso le loro abitazioni per vedere come va.

Risultati. All'inizio del programma, tutti i 45 partecipanti hanno aperto un conto corrente bancario individuale per ricevere il contributo economico e anche per essere incoraggiati a risparmiare. Una valutazione condotta dopo due mesi ha evidenziato che il 50% dei beneficiari era riuscito a mettere da parte dei risparmi in banca. Altri erano riusciti a ingrandire l'offerta delle loro imprese, diversificandole in attività più redditizie o a traslocare in abitazioni migliori.

L'exit strategy prevede anche che il JRS organizzi corsi sulla gestione d'impresa per I partecipanti. Lasciando la sala, non c'è dubbio che la condizione di vita dei partecipanti sia migliorata. Ma la distribuzione di cibo di quel giorno sarebbe stata l'ultima e la sfida sarà far sì che gli ex beneficiari restino autonomi, in modo da poter estendere questo tipo di supporto a nuovi candidati.

"Con la fine del programma c'è la possibilità che I beneficiari non riescano a mantenere lo stile di vita che ora hanno raggiunto, ma dal momento che l'assistenza aveva una tempistica ben definita, un monitoraggio continuo assicurerà che i rifugiati continuino ad avere risorse sufficienti", dice la signora Asiimwe.

*Questo nome è stato cambiato per proteggere l'identità della persona coinvolta

Il JRS assiste rifugiati urbani a Nairobi dal 1991, rispondendo ai bisogni urgenti e ignorati di richiedenti asilo e rifugiati appena arrivati in condizione di grande vulnerabilità. Il JRS dà priorità a madri sole con famiglie numerose, capi famiglia senza supporto, minori non accompagnati, persone con bisogni speciali o disabilità, rifugiati più anziani, malati e affetti da HIV/AIDS. Nel 2011, il programma per l'emergenza urbana ha offerto una varietà di servizi a oltre 2.600 rifugiati, inclusa la fornitura di cibo e di beni essenziali, assistenza medica e contributi economici, accompagnamento pastorale e psicosociale e sostegno per attività generatrici di reddito.

Charles Njanga, Coordinatore Comunicazioni JRS Africa Orientale

Countries Related to this Region
Kenya