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Le case abitate dai rifugiati siriani nella Valle della Bekaa sul confine siro-libanese dove i team del JRS visitano sul campo e cercano di rispondere efficacemente ai bisogni dei rifugiati (Angelika Mendes/JRS).
Beirut, 6 marzo 2013 – Mentre il conflitto in Siria si aggrava e diventa più radicato, il pensiero che la negoziazione di un accordo di pace diventa sempre meno probabile si fa molto preoccupante. Nuove ondate di rifugiati in fuga dai combattimenti attraversano le frontiere, via via che le condizioni di sicurezza nel Paese si deteriorano. A peggiorare la situazione è intervenuto un altro nemico, come lo hanno definito i leader delle Nazioni Unite: il rigido inverno.

Poche settimane fa molte zone del Medio Oriente, come le montagne dietro Beirut e Damasco, la capitale della Siria, si sono trovate sotto una spessa coltre di neve per la prima volta dopo anni. L'accesso ai molti rifugiati che continuavano ad arrivare è stato ostacolato da queste difficili condizioni.

Le condizioni nei campi profughi, con la temperatura sotto lo zero, erano terribili. Eppure, mentre ne visitavo uno nella valle della Bekaa, nel Libano orientale, sono stato sorpreso di vedere che i rifugiati sorridevano; avevano cucine da campo, coperte e persino dei fornelli sotto le tele. La neve fuori si stava facendo fangosa quando sono entrato in una casa del campo, togliendomi le scarpe prima di godermi una tazza di shai (tè) bollente, usando i gesti e molte risate per condividere quei preziosi momenti di comunione.

I gesuiti e i loro sostenitori si sono mobilitati qui nel Medio Oriente e si stanno preparando per la nuova ondata di arrivi prevista dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Dato che circa la metà dei siriani interessati dal conflitto sono bambini, la risposta dei team del JRS Libano, ancora allo stadio iniziale, tenta di dare aiuto ai bambini che vivono in un villaggio vicino al confine tra Libano e Siria.

In Libano, i bambini rifugiati siriani spesso non possono frequentare le scuole, dove non si insegna in arabo, ma in inglese o in francese. Di conseguenza, il JRS Libano sta organizzando dei corsi integrativi di lingua e di matematica per prepararli ad iscriversi il prossimo settembre. Ma la sfida più grande sono i finanziamenti. Anche se recentemente i leader mondiali hanno stanziato 1.5 miliardi di dollari USA per gli aiuti umanitari, non c'è alcuna garanzia di quando o a chi questi fondi arriveranno.

Mentre noi volontari del JRS facciamo del nostro meglio per rispondere efficacemente ai bisogni dei rifugiati in Libano, i team in Siria continuano a lavorare ininterrottamente mentre le bombe piovono intorno alle loro case e agli uffici del JRS. Il loro impegno per aiutare i loro connazionali, in circostanze tanto difficili, non può che essere un'ispirazione per tutti.

Gerry Clarke, Vice Direttore pro tempore JRS Medio Oriente e Nord Africa

Come membro del Team di Risposta Rapida (RRT) recentemente istituito dal Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) per rispondere alle emergenze internazionali, Gerry Clarke SJ si trova a Beirut, lontano dalla sua città natale, Dublino.

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