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Mentre nel paese vengono meno le infrastrutture, il JRS offre alternative organizzando ad Aleppo (Siria) scuole mobili sotto tendoni.
La comunità internazionale deve assicurare che le varie forme di sostegno di emergenza raggiungano le famiglie e i bambini

Beirut, Roma, Washington DC, 15 marzo 2013 – Mentre il conflitto siriano sta entrando nel suo terzo anno, la protezione e il benessere dei bambini siriani continuano ad esserne gravemente compromesse.  A dispetto di ogni sforzo da parte delle organizzazioni locali e internazionali, il quasi totale collasso delle principali infrastrutture ostacola la prestazione dei più importanti servizi. L'attuale situazione è aggravata da un'insufficiente stanziamento di aiuti umanitari. Il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati sollecita la comunità internazionale perché sia assicurato che il sostegno di emergenza raggiunga le famiglie e i bambini che versano in condizioni di maggiore necessità.

L'educazione di quasi tutti i bambini siriani, che rappresentano quasi la metà dell'intera popolazione, è stata in qualche modo interrotta dal conflitto in corso. Va detto peraltro che oltre alle sofferenze dovute al trauma causato dalla guerra e alla carenza di cibo e dei servizi fondamentali, si aggiunge per i giovani il rischio che venga meno l'accesso all'educazione. Ciò vuol dire che lo stesso benessere dei giovani siriani è minacciato nelle forme che vengono illustrate con chiarezza nel recente rapporto dell'UNICEF.

"La sospensione del processo educativo ha un impatto negativo sul benessere dei bambini", spiega Nawras Sammour SJ, direttore del JRS Medio Oriente e Nordafrica, "incidendo sulla loro autostima, sulla capacità di esprimersi e interagire con gli altri. Ne consegue che l'insieme di sostegno educativo e psicosociale è essenziale per aiutarli a far fronte a situazioni di perdita e disorientamento, nonché di esperienze traumatiche".

Mano a mano che la distruzione si allarga, i siriani sono costretti a fuggire verso altre città e persino altri paesi. Sempre più spesso si utilizzano come rifugi scuole e altri edifici pubblici. Nella città di Aleppo, nel nord del paese, per esempio soltanto il sei percento dei bambini è iscritto in una delle ormai rare scuole accessibili.

A Damasco, Homs e Aleppo il sostegno educativo e psicosociale fornito ai bambini presso i centri del JRS Siria e le scuole-rifugio è una evidente dimostrazione di quali possano essere i benefici dell'educazione e al contempo le difficoltà nel fornirla in tempo di crisi. Ad Aleppo, il JRS cura direttamente quattro scuole-rifugio in cui vivono fino a 200 gruppi familiari. Non essendo possibile utilizzare gli edifici per organizzarvi le classi, il JRS ha montato delle tende nei rispettivi cortili, e qui si svolgono le lezioni impartite da insegnanti volontari.

Spesso queste soluzioni di emergenza hanno rappresentato l'unica occasione di scolarizzazione per i bambini siriani in questi ultimi due anni. Laddove le scuole continuano a funzionare regolarmente, il sostegno supplementare fornito dal JRS funge, tra l'altro,  da importante ammortizzatore psicosociale per gli alunni traumatizzati dalle brutture del conflitto.

"Il sostegno che offriamo ai bambini", spiega p. Sammour, "non è importante soltanto in un'ottica educativa, ma anche per il fatto che offriamo loro un porto sicuro per alcune ore al giorno, dando sollievo ai genitori costretti già di per sé a far fronte alle difficoltà poste dal conflitto.  I centri assicurano un clima di routine e stabilità in un mondo in cui regna il caos, un luogo in cui i bambini si sentono al sicuro e riescono di conseguenza a imparare meglio e a esprimersi liberamente".

Per maggiori informazioni contattare:
  • Zerene Haddad, responsabile del JRS Medio Oriente e Nordafrica per le comunicazioni; tel.: +961 712 73136; middleeast.communications@jrs.net; www.jrsmena.org
  • Mitzi Schroeder, direttore del JRS Stati Uniti per le politiche; tel.: +1 202 629 5941; mschroeder@jesuit.org; www.jrsusa.org
  • James Stapleton, coordinatore internazionale della comunicazione del JRS , tel.: +39 346 234 3841; james.stapleton@jrs.net; www.jrs.net
Nota per l'editore

Il JRS è presente in Medio Oriente fin dal 2008. Con i suoi progetti in corso in Turchia, Siria, Libano e Giordania, il JRS risponde a livello regionale alle necessità di svariate comunità di rifugiati e richiedenti asilo provenienti da Iraq, Afghanistan, Sudan, Somalia, Iran e Siria.

Mano a mano che la crisi umanitaria derivante dal conflitto siriano si fa più pesante ed estesa nella  regione, il JRS si prodiga rispondendo con aiuti di emergenza sotto forma di coperte, materassi, calzature e indumenti invernali, cesti di generi alimentari e pasti caldi, medicinali, rifugi, nonché sostegno educativo e psicosociale. Il JRS inoltre provvede ad assicurare ai bambini trasporti, kit scolastici e pasti leggeri, nonché materiale scolastico ad alcune scuole pubbliche che si trovano in evidente difficoltà vista la situazione.

Nel 2012, in tutta la regione oltre 50.000 famiglie hanno ricevuto forme di sostegno dal JRS. L'opera di assistenza di emergenza viene svolta in Siria, Libano e Giordania, mentre proseguono in Turchia e Giordania i normali progetti in favore delle esistenti comunità di rifugiati.

Il JRS nel mondo

Il JRS opera in più di 50 paesi di tutto il mondo. L'organizzazione vanta un organico di oltre 1.200 persone tra personale laico, gesuiti e altri religiosi, che insieme si prodigano a dare una risposta alle esigenze educative, sanitarie, sociali e di altra natura a circa 700.000 rifugiati e IDP, di cui oltre la metà è costituita da donne. I servizi sono erogati prescindendo dalla razza, origine etnica o credo religioso dei beneficiati.

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