Italia: morire per venire in Europa
Roma, 22 gennaio 2014 – È una vergogna che siano servite 500 perdite umane nel giro di pochi giorni perché l'Europa si rendesse conto del pericolo vissuto dalle persone che disperatamente cercano di raggiungere il suo territorio per trovare rifugio.
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Globale: costruire comunità di accoglienza
Roma, 15 gennaio 2014 – Una sera qualcuno bussò alla porta del centro del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS) a Mweso, nell'est della Repubblica Democratica del Congo (RDC), una regione afflitta da perenne conflitto. Suor Paola Paoli aprì la porta mentre il guardiano le stava accanto. Trovò un gruppo di bambini delle elementari accompagnati da una donna che spiegò come fossero fuggiti allo scoppio di combattimenti nelle vicinanze di Kalembe. Avevano chiesto un passaggio a un camion e raggiunto Mweso, dove qualcuno parlò loro del JRS. Il team del JRS li accolse, diede loro cibo e riparo per la notte.
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America Latina: se volete la pace, siate ospitali
Bogotá, 3 gennaio 2013 – Quando si discute delle condizioni essenziali per promuovere la pace, si elencano spesso giustizia, verità, perdono e riconciliazione; raramente però si parla di ospitalità.
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America Latina: non-respingimento alle frontiere, un principio assoluto
Bogotà, 5 novembre 2013 – Rifugiati provenienti da Colombia, Haiti e America Centrale in fuga da conflitti e violenze generalizzate abbandonano le proprie case nella speranza di trovare salvezza per sé e per le proprie famiglie. Eppure, ci sono paesi nella regione che arbitrariamente impediscono loro di accedere al proprio territorio nazionale, respingendoli in paesi dove le loro vite e la loro libertà sono in pericolo.
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Ecuador: cronistoria dell'ospitalità in America Latina
Quito, 14 ottobre 2013 – Quando l'Ecuador nel 2008 promulgò la nuova costituzione, nel mondo si celebrò l'evento. Tra le molte conquiste spiccava il paragrafo 6 dell'articolo 416 che propugnava l'avvento della cittadinanza universale e della libertà di movimento in tutto il mondo. Eppure, a distanza di poco più di cinque anni ben poco si può dire del rispetto degli eccelsi principi su cui quel paragrafo si fondava rispetto a quanto il diffuso entusiasmo inducesse a credere.
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Thailandia: i rifugiati Shan lottano per la sicurezza e l'autosufficienza
Wieng Haeng, 28 agosto 2013 – Più di venti anni fa, due templi buddhisti thailandesi hanno aperto le porte per dare asilo a 500 rifugiati Shan birmani in fuga dal conflitto tra l'esercito nazionale Shan e le forze militari birmane nel sud di Myanmar. Questa ospitalità in seguito è stata estesa ai rifugiati da parte delle autorità locali della città rurale di Wieng Haeng, che hanno autorizzato la creazione del campo di Krung Jor nel 2002. Ma via via che la situazione dei diritti umani migliora in Myanmar, si parla molto di rimandare i birmani in patria.
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America Latina: storie di ospitalità, il caso del Brasile
Bogotà, 5 luglio 2013 – La storia ci ricorda come durante la dittatura militare degli anni '70, il Brasile abbia aperto le porte ai migranti in fuga dalle zone di crisi e abbia continuato a farlo fino in tempi recenti.
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Nord Africa/Europa: il divario fra le parole dell'UE e le sue azioni
Bruxelles, 27 maggio 2013 – Il Marocco e l'Algeria, e la loro vasta distesa di deserto, sono una terra di nessuno per i rifugiati e i migranti che aspirano a una vita di libertà e sicurezza in Europa. Dopo un viaggio lungo e pericoloso nel Sahara, è solo arrivando nel Nord Africa che capiscono che la promessa di una protezione in Europa è tanto illusoria quanto un miraggio nel deserto.
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Italia: per i rifugiati si passa da un'emergenza all'altra
Roma, 24 aprile 2013 – Con l'escalation del conflitto in Libia all'inizio del 2011, migliaia di migranti che vivevano nel Paese sono fuggiti, intraprendendo viaggi pericolosi attraverso il Mediterraneo. Sebbene le autorità italiane abbiano speso  più di 1,3 miliardi di euro per l'accoglienza dei nuovi arrivati, a distanza di due anni molte persone bisognose di protezione internazionale si trovano a vivere in condizioni di grave precarietà.
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Panama: i figli e le figlie dei rifugiati cercano un futuro più ospitale
Panama, 5 aprile 2013 – Nonostante gli impegni ufficiali presi dal governo rispetto alla protezione internazionale e il desiderio dei migranti forzati di integrarsi nella società panamense, nella maggior parte dei casi essi si trovano emarginati nel Paese in cui vivono.
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