Italia: per i rifugiati si passa da un'emergenza all'altra
Roma, 24 aprile 2013 – Con l'escalation del conflitto in Libia all'inizio del 2011, migliaia di migranti che vivevano nel Paese sono fuggiti, intraprendendo viaggi pericolosi attraverso il Mediterraneo. Sebbene le autorità italiane abbiano speso  più di 1,3 miliardi di euro per l'accoglienza dei nuovi arrivati, a distanza di due anni molte persone bisognose di protezione internazionale si trovano a vivere in condizioni di grave precarietà.
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Panama: i figli e le figlie dei rifugiati cercano un futuro più ospitale
Panama, 5 aprile 2013 – Nonostante gli impegni ufficiali presi dal governo rispetto alla protezione internazionale e il desiderio dei migranti forzati di integrarsi nella società panamense, nella maggior parte dei casi essi si trovano emarginati nel Paese in cui vivono.
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Europa: regolamento di Dublino a 10 anni dalla ratifica – inospitalità uguale negata protezione
Bruxelles, 28 febbraio 2013 – Quando nel 1999 i leader europei si incontrarono nella città finlandese di Tampere, promisero di creare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. L'iniziale clima di euforia aprì all'introduzione, nel 2003, del Regolamento di Dublino, un insieme di regole che stabiliscono lo Stato europeo competente per la decisione sulle domande d'asilo nell'UE. Al recente compiere del decimo anniversario dalla sua entrata in vigore, da semplice componente del Sistema Europeo Comune di Asilo, il Regolamento ne è divenuto il pilastro.
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Burundi: accogliere i rifugiati di ritorno dalla Tanzania
Bujumbura, 31 gennaio 2013 – Nelle ultime settimane, circa 34 mila rifugiati burundesi sono stati rimpatriati nel proprio paese, in seguito alla chiusura del campo di Mtabila, in Tanzania. Per molti si tratta di un ritorno a casa dopo vent'anni di esilio, per molti altri invece è la prima volta, dato che sono nati e cresciuti oltreconfine.
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Repubblica Democratica del Congo: un calcio alle differenze
Masisi, 14 settembre 2012 – A Masisi, provincia del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo orientale, un torneo di calcio interscolastico organizzato dal JRS ha fatto dimenticare a studenti, arbitri e spettatori divisioni etniche e differenze tra sfollati e abitanti locali.
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Burundi: le donne motore della solidarietà comunitaria
Kibimba, 6 luglio 2012 – Dalla fine della guerra civile nel 2005, centinaia di migliaia di rifugiati sono tornati a casa dopo anni di esilio in Tanzania. Tuttavia, a causa della già elevata densità di popolazione, della povertà e delle tensioni di carattere etnico, tra i nuovi arrivati e le popolazioni locali sono spesso insorti conflitti legati all'accesso alla terra. Per affrontare questa situazione, il Servizio dei gesuiti per i rifugiati nel Burundi punta, ormai da diversi anni, su una strategia che mira a rafforzare il ruolo delle donne e migliorare la sicurezza alimentare.
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Ruanda: rifugiati coltivano ortaggi e verdure da donare agli anziani
Kibuye, 27 giugno 2012 - Vivono in condizioni precarie in un campo di rifugiati eppure, nonostante le numerose difficoltà e le sfide di ogni giorno, hanno deciso di dedicare il proprio tempo libero ad attività di volontariato per aiutare chi più ne ha bisogno. Succede nel campo di Kiziba, nel Ruanda occidentale, dove un gruppo di rifugiati è impegnato a coltivare ortaggi e verdure da donare poi alle persone più vulnerabili nei cosiddetti orti comunitari creati dal JRS.
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L'Italia sono anch'io: promuovere la giustizia attraverso la cittadinanza
Roma, 18 giugno 2012 - Accompagnare i migranti forzati nella loro vita in Italia significa prima di tutto condividere le molte esperienze di esclusione formale e informale che vivono sulla loro pelle, e affrontare la mancanza di accoglienza con cui si confrontano ogni giorno.
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Ruanda: un'équipe mobile di rifugiati al servizio dei più bisognosi
Kibuye, 18 giugno 2012 – "Siamo rifugiati e viviamo in condizioni difficili, ma in questo campo ci sono rifugiati ancora più vulnerabili di noi: anziani, orfani, malati. Crediamo in Dio e quindi è nostro dovere assisterli e star loro vicini, per quel che possiamo".

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