Thailandia: prendere posizione contro la violenza sessuale
Bangkok, 8 marzo 2013 – Negli ultimi dieci anni, i politici internazionali hanno dato maggiore priorità nelle loro agende alla violenza contro le donne in situazioni di conflitto e in alcune parti del mondo sono stati ottenuti risultati importanti, ma ben pochi progressi si sono registrati in Paesi come Burma, dove lo stupro è utilizzato come "arma contro chi aspira solo a vivere in pace". Costrette a fuggire in Paesi vicini come la Thailandia, molte donne hanno urgente bisogno di supporto psicosociale, di protezione internazionale e dell'opportunità di ricostruire la loro vita.
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Ecuador: raccontare la propria storia cantando
Quito, 8 marzo 2013 – La vita delle donne rifugiate è doppiamente difficile. La testimonianza di questa rifugiata colombiana mostra quante difficoltà debba affrontare una madre con quattro figli, in fuga da diversi tipi di violenza nel proprio paese, e ora in giro per le strade di Quito nel tentativo di evitare la polizia locale mentre si sforza di far quadrare i conti vendendo i suoi prodotti artigianali.
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Repubblica Democratica del Congo: l'educazione protegge le donne da violenze sessuali e discriminazioni
Goma, 7 marzo 2013 – Per le donne del Congo orientale, allontanarsi dal villaggio o dal campo di sfollati per andare a coltivare la terra o cercare legna da ardere, si traduce spesso nel rischio di subire stupri e violenze sessuali ad opera di gruppi ribelli, soldati o civili senza scrupoli. Senza contare le discriminazioni e l'emarginazione sociale che sono una costante della loro vita quotidiana.
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Giordania: le donne sulla strada dell'autonomia
Amman, 5 marzo 2013 – Il corso in strategie di vita è già al completo. Nella classe ci sono 40 donne; e quando Furdous, l'insegnante di inglese che viene dall'Iraq, fa loro ripassare di nuovo l'alfabeto inglese, l'atmosfera si fa vivace.
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India: I campi profughi espongono le donne al rischio di violenza
Trichy, 31 ottobre, 2012 – Per 30 anni, la guerra civile ha dilaniato lo Sri Lanka, costringendo molti tamil a cercare rifugio nell'India meridionale. Se il Tamil Nadu può essere più sicuro del loro Paese di origine, per le donne che vivono nei 112 campi profughi dello stato, "più sicuro" non è abbastanza.
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Etiopia: rifugiate somale mai così fiduciose
Dollo Ado, 16 aprile 2012 – Tutto nel comportamento delle rifugiate somale a Melkadida in occasione delle celebrazioni per la Giornata internazionale della donna del mese scorso testimoniava il desiderio e la speranza di un cambiamento.
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Repubblica Democratica del Congo: violentata e abbandonata nel Kivu Nord
La Giornata Internazionale della Donna

Goma, 8 Marzo 2012 – Danilo Giannese del JRS Grandi Laghi descrive il dilemma davanti a cui si trovano le donne in Congo orientale, costretta a rischiare la violenza sessuale per sbarcare il lunario. Dare un contributo per mettere fine a questo inaccettabile clima di brutalità è la priorità del JRS che opera nella regione per il 2012.

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Venezuela: donne, capaci di un'amicizia che sana le ferite
Caracas, 20 settembre 2011 – Accanto all'autostrada corre una strada sterrata che sembra finire in un avvallamento spoglio di terra e sassi. Poco a poco sul declivio compaiono misere casupole.
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Sudafrica: promuovere l'autosufficienza delle donne rifugiate vulnerabili
Johannesburg, 8 aprile 2011 – Il fatto che in Sudafrica non ci siano campi profughi è un'opportunità per molti di trovare un lavoro e ricostruire le loro vite. Non devono affrontare restrizioni alla loro libertà di movimento e, almeno in teoria, hanno diritto a molti degli stessi servizi sociali di cui godono i cittadini sudafricani.

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Kenya: quando il reinsediamento è la sola alternativa
Achuei è una ragazza sudanese di 26 anni. Ha lasciato il Sudan nel 1992, dopo che la sua casa era stata attaccata e lei era stata separata dal resto della sua famiglia. È stata portata nel campo rifugiati di Kakuma, nel nord del Kenya, dove ha iniziato la scuola elementare. Nel 1993, suo padre è giunto a Kakuma dal Sudan, l’ha costretta a interrompere la scuola e, l’anno successivo, a sposare un uomo contro la sua volontà. Al suo rifiuto, il giovane l’ha presa e picchiata quasi a morte; poi l’ha stuprata di fronte ai parenti.
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