Repubblica Centrafricana: richiesta nuova forza di peacekeeping
31 agosto 2010

Sfollati e rifugiati spesso vivono lontano dalle aree urbane dove sono vulnerabili agli attacchi delle forze ribelli, Mongoumba, Repubblica Centrafricana meridionale, (Peter Balleis SJ/ JRS)
Roma, 18 agosto 2010 – La Repubblica Centrafricana (RCA) ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle NU di non ritirare le forze di peacekeeping delle NU dal paese quando il 31 dicembre giungerà a scadenza il mandato per il Ciad e la Repubblica Centrafricana.

In risposta alle richieste del Ciad, nella sessione di maggio il Consiglio di sicurezza ha dato istruzioni affinché i peacekeeper di Ciad e Repubblica Centrafricana, MINURCAT, si ritirino da quest’area impoverita dell’Africa entro la fine dell’anno.

Secondo fonti governative della RCA, nelle aree colpite dal conflitto è necessario proteggere la popolazione. Le ONG e altri osservatori temono un’escalation di violenze.

Nel nord e nell’est del paese sono attivi numerosi gruppi ribelli, tra cui l’ugandese Esercito di liberazione del Signore, e recenti attacchi hanno rafforzato il dubbio che il governo non sia in grado di proteggere la popolazione.

L’insicurezza provoca morte e sfollamento

Decine di migliaia di persone sono fuggite dalla RCA orientale, mentre ammontano a 15-20mila le persone che hanno cercato rifugio nelle cittadine principali, lasciando abbandonati interi villaggi. Negli ultimi mesi, per aiutare a proteggere i civili il governo ha dispiegato nell’area circa 200 militari, troppo pochi perché la protezione possa dirsi adeguata.

Secondo quanto riportato il 13 agosto da Human Rights Watch, negli ultimi 18 mesi, nel corso di una campagna passata ampiamente sotto silenzio e condotta nella RCA e nel vicino distretto di Bas Uele nella Repubblica Democratica del Congo settentrionale, l’LRA ha sequestrato 697 tra adulti e bambini.

Durante questa operazione di sequestri, l’LRS ha brutalmente ucciso a bastonate sul cranio almeno 255 adulti e bambini che avevano cercato di fuggire, camminavano troppo lentamente o non riuscivano a trasportare i pesanti carichi che erano stati messi loro sulle spalle. In decine di casi, l’LRA ha obbligato i bambini rapiti a uccidere altri bambini e adulti.

Le notizie dei numerosi abusi compiuti nella regione hanno avuto poca diffusione a causa delle grandi distanze e delle scarsissime comunicazioni. Il JRS è una delle poche agenzie umanitarie che vi operano, e la presenza delle NU è molto ridotta.




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