Malta: il JRS sollecita un maggiore interessamento per le famiglie divise
31 marzo 2011

Il JRS esorta i paesi dell'Europa settentrionale a condividere la responsabilità degli arrivi di rifugiati
Il JRS Malta ha salutato con favore l'iniziativa del Commissario europeo per gli affari interni, Cecilia Malmström, di chiedere agli stati membri dell'UE di reinsediare rifugiati eritrei, somali, etiopi e altri in fuga dalla Libia.

Valletta, 29 marzo 2011 – Il Servizio dei gesuiti per i rifugiati ha sollecitato il governo maltese a dedicare un maggiore interessamento ai rifugiati che arrivano dalla Libia e i cui congiunti hanno già ottenuto protezione internazionale sull'isola.

Due barconi partiti dalla Libia qualche giorno prima con un carico di circa 500 richiedenti asilo – a quanto viene riferito, somali ed eritrei – sono giunti ieri a Malta. Numerose le donne e i bambini.

Il JRS Malta ha salutato con favore l'iniziativa del Commissario europeo per gli affari interni, Cecilia Malmström, di chiedere agli stati membri dell'UE di reinsediare rifugiati eritrei, somali, etiopi e altri in fuga dalla Libia.

Mentre il governo maltese ha dichiarato la sua non intenzione di reinsediare  rifugiati attualmente bloccati in Libia, il JRS ha sollecitato i paesi del nord Europa a farsi avanti e offrire aiuto alla piccola isola-nazione.

Condivsione di responsabilità

A quanto sostiene l'ONG dei gesuiti JRS Malta, le persone ancora bloccate in Libia costituiscono un gruppo particolarmente vulnerabile e privo di protezione. Ai rifugiati che fuggono via mare o con qualsiasi altro mezzo da quel paese nordafricano andrebbe consentito di accedere alla protezione internazionale.

In questi ultimi anni, ai richiedenti asilo che sono approdati a Malta è stato dato accesso alla procedura di riconoscimento dello status di rifugiati. Il JRS plaude a questa buona pratica e confida che venga mantenuta anche in futuro.

Nel contempo, l'Agenzia delle NU per i rifugiati (UNHCR) fa sapere di intuire dalla dichiarazione di Malta che quest'ultima non è disposta a reinsediare quei migranti di provenienza subsahariana che hanno riparato in Egitto e Tunisia all'esplodere dei disordini in Libia.

Dando sostegno all'appello del JRS, l'UNHCR ha fatto presente che la risposta di Malta all'invito di attuare soluzioni di reinsediamento non incide sull'obbligo di natura generale che le compete di consentire l'accesso al paese ai rifugiati e ai richiedenti asilo che siano approdati alle proprie sponde in cerca di sicurezza da situazioni di guerra e persecuzione. In effetti, l'UNHCR ha sollecitato tutti gli stati della regione, Europa compresa, a mantenere aperti i propri confini a tutti i fuggiaschi dalla Libia.

Il Commissario europeo per i diritti umani, Thomas Hammarberg, ha sollecitato gli stati europei ad adottare un approccio più generoso e collegiale, dando ospitalità ad alcune delle persone cui Malta ha accordato giustamente protezione internazionale.

Inoltre, ha invitato le autorità maltesi ad abbandonare l'attuale approccio reattivo nei confronti della migrazione e a istituire un sistema che sia del tutto in linea con gli standard europei in fatto di diritti umani degli immigrati e richiedenti asilo.





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