Europa: migranti lasciati senza protezione alla frontiera dell'UE
29 giugno 2011

In Ucraina il rischio di violazioni dei diritti umani è molto concreto.
"Uno dei problemi principali per i rifugiati è che il Paese non ha una legislazione chiara in materia di asilo e riesce a stento a gestire la propria popolazione, per non parlare degli stranieri'', spiega p. Nazar.

Le politiche UE nei confronti dell'Ucraina trascurano i diritti fondamentali dei migranti

Bruxelles, 29 giugno 2011 – Il dramma dei rifugiati arenati ai confini dell'Europa non riguarda soltanto la sponda sud del Mediterraneo. Un nuovo rapporto del JRS mostra che i richiedenti asilo in Ucraina sono abbandonati a se stessi in un Paese che non può offrire loro la protezione di cui hanno bisogno.

Il rapporto, che sarà pubblicato questa mattina presso il Residence Palace (Sala Club), dalle 10:00 alle 11:30, sarà introdotto da quattro relatori:

  • Sig.ra Hakimi Marina, rifugiata afgana, darà una testimonianza diretta di come ha cercato protezione internazionale in Europa, ma invece è stata abbandonata in Ucraina (testimonianza video pre-registrata).
  • Padre David Nazar SJ, Direttore nazionale del JRS Ucraina, parlerà delle lacune del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati nel Paese.
  • Stefan Kessler, senior policy officer del JRS Europa, presenterà alcune raccomandazioni per le politiche dell'UE.
  • Ska Keller, eurodeputata (Verdi/EFA, Germania), parlerà del ruolo dell'UE nell'assicurare protezione ai richiedenti asilo e rifugiati nell'ambito degli accordi bilaterali con i Paesi confinanti.

La crisi attuale nel sud del Mediterraneo, che ha visto decine di migliaia di rifugiati in fuga verso l'Europa dalla Libia dilaniata dalla guerra, ha mostrato quanto sia importante per l'UE sostenere i Paesi vicini nell'offrire protezione umanitaria. L'Ucraina si trova alle porte dell'Europa, dal momento che condivide lunghi confini con la Polonia e la Romania. Un accordo di riammissione attualmente in vigore consente a questi e altri Paesi europei di respingere qualunque migrante in Ucraina.

Il rischio di violazioni dei diritti umani è molto concreto.

Secondo il vice-direttore del JRS Europa Luigi Romano, "le modalità di riammissione al confine tra UE e Ucraina sono avvolte in un velo di mistero. Non si sa se le persone hanno davvero la possibilità di chiedere asilo in Europa, o se sono semplicemente rimandare indietro senza alcuna valutazione del caso".

In Ucraina, dal 1993 solo 5.459 persone hanno ottenuto lo status di rifugiato. Fino a poco tempo fa, tre ministeri diversi avevano competenza in materia di asilo, il che rendeva il sistema estremamente complesso da utilizzare. Le ONG ucraine hanno rivelato che di fatto sono loro a prendere decisioni che spetterebbero ai ministeri, dal momento che non esiste una politica governativa coerente.

I rifugiati sono lasciati in Ucraina anche se loro non vogliono rimanerci. Molti non possono tornare al loro Paese per timore di subire persecuzioni, e attraverso la detenzione viene loro impedito di chiedere asilo in Europa. Il JRS ha intervistato una migrante detenuta al sesto mese di gravidanza.

"C'è scarso rispetto per le donne in questo centro," ha raccontato. Suo marito detenuto in una cella separata, ha aggiunto: "Il direttore le ha chiesto di smetterla di piangere tutto il tempo. Se non ci riusciva, veniva punita con tre giorni di isolamento."

L'Ucraina è un Paese in cui la democrazia sta ancora muovendo i primi passi. Gli standard di vita sono molto bassi e la corruzione dilaga nella sfera politica.

"Uno dei problemi principali per i rifugiati è che il Paese non ha una legislazione chiara in materia di asilo e riesce a stento a gestire la propria popolazione, per non parlare degli stranieri'', spiega p. Nazar.

Il rapporto mette in luce anche la complicità dell'UE in materia. Le politiche nei confronti dell'Ucraina insistono sulla protezione del confine e il contrasto dell'immigrazione irregolare, a spese della protezione. L'UE ha fornito all'Ucraina finanziamenti senza davvero verificare che fosse in grado di offrire protezione – elargendo soldi al Paese senza affrontare la questione nella sua interezza.

A detta di Luigi Romano, "l'UE non può usare l'Ucraina come uno scudo contro le migrazioni. Se vuole sostenere l'Ucraina perché migliori il suo sistema di asilo, allora deve offrire sostegno economico e tecnico, ma anche un serio sistema di monitoraggio e valutazione".

Il rapporto Nessuna alternativa: testimonianze di richiedenti asilo che vivono in Ucraina si basa su interviste realizzate a richiedenti asilo, autorità ucraine e organizzazioni della società civile di Lviv.

Contatti:
Philip Amaral, policy officer e responsabile della comunicazione
JRS Europe
Tel: +32 2 250 32 23; Cell: +32 485 173 766; europe.advocacy@jrs.net; www.jrseurope.org

Note:

  • Il JRS è presente in 50 Paesi del mondo. I 14 uffici in Europa offrono servizi diretti ai migranti e alle loro famiglie, che comprendono aiuti materiali, come accoglienza e cibo, ma anche consulenza legale e sostegno sociale. Gli operatori e volontari del JRS visitano migranti in stato di detenzione.
  • Dal 2008, il JRS Ucraina gestisce un centro di accoglienza a Lviv, vicino al confine occidentale dell'Ucraina, offrendo ospitalità temporanea a famiglie di richiedenti asilo e rifugiati, formazione professionale, corsi di lingua e accesso alle cure mediche.
  • La conferenza stampa si svolgerà in inglese. I partecipanti avranno l'opportunità di intervistare tutti i relatori, tranne la sig.ra Hakimi Marina. Tutti i partecipanti riceveranno una sintesi dell'intervento della sig.ra Marina e una copia del rapporto del JRS.




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