Europa: eccezionale la qualità dei progetti sui rifugiati realizzati dagli studenti
17 luglio 2011

Studenti del Jan van Ruusbroeck College di Laeken con Jean-Luc Dehaene MEP (terzo da sinistra), Parlamento Europeo, Bruxelles, Belgio
"Il film dimostra chiaramente che i rifugiati non costituiscono un gruppo omogeneo, bensì sono un insieme di tipologie e personalità molto diverse fra loro. Ad un tratto essi hanno un volto, una voce, e non possono più essere considerati semplicemente una massa anonima," ha detto Kozlowski ad Aleksandra Adler, che ha ricevuto il premio in rappresentanza dei colleghi studenti.

Bruxelles, 17 luglio 2011 – I lavori prodotti dai vincitori dell'edizione di quest'anno del Premio Arrupe, istituito dal Servizio dei gesuiti per i rifugiati con l'intento di sensibilizzare le persone riguardo alle problematiche dei rifugiati, si sono dimostrati di straordinario livello qualitativo, come ha tenuto a precisare l'ex primo ministro belga Jean-Luc Dehaene MEP nel suo discorso alla cerimonia di conferimento della quarta edizione del premio biennale, tenutasi presso il Parlamento Europeo.

Affiancato dal parlamentare europeo Jan Kozlowski MEP, polacco, incaricato della consegna dei premi ai vincitori della categoria under-19, il parlamentare belga ha avuto l'incarico di consegnarli ai vincitori della categoria under-16. L'edizione di quest'anno ha visto vincitori due gruppi di studenti rispettivamente del Belgio e della Polonia.

Fine principale della competizione è quello di rendere gli studenti più consapevoli delle durezze cui i rifugiati sono costretti a far fronte, nel contesto di un più ampio disegno del JRS Europa inteso a promuovere la tolleranza e l'apertura nei confronti degli stessi rifugiati.

Sotto la guida di insegnanti, gli studenti elaborano progetti di gruppo su una tematica di propria scelta riguardante i rifugiati; i vincitori sono scelti da un gruppo indipendente di giudici  incaricati dal JRS Europa.

Il Premio Pedro Arrupe riservato alla categoria under-16 è stato assegnato a Margo Bauwens, Frederika Clement, Adrien De Houwer, Pieter-Jan De Man e Yasmin Van Linthoudt del Jan van Ruusbroeck College di Laeken, Belgio, per il loro progetto di visual art e video intitolato "Luggage".

Nella categoria under-19, il premio è stato assegnato ad Aleksandra Adler, Katarzyna Hetmanska e Filip Zbroja della Scuola media superiore dei gesuiti di Gdynia, Polonia, per il corto "Life in Jeopardy"(Una vita a rischio).

In considerazione degli elevati livelli qualitativi raggiunti quest'anno, una menzione speciale hanno meritato Magdalena Bernisz, Kiga Ossowska e Weronika Skowronska, anch'esse della Scuola media superiore di Gdynia, per il loro progetto "Problematiche dei rifugiati". Tutto ha contribuito a fare di questa giornata un momento di grande soddisfazione.

Rifugiati: un gruppo tutt'altro che omogeneo

Le tre studentesse polacche hanno realizzato un film con interviste fittizie: la pellicola esaminava tutta una serie di aspetti delle vicende, dei destini, delle attuali circostanze in cui si trovano i rifugiati che vivono in Polonia e più in generale in Europa.

"Il film dimostra chiaramente che i rifugiati non costituiscono un gruppo omogeneo, bensì sono un insieme di tipologie e personalità molto diverse fra loro. Ad un tratto essi hanno un volto, una voce, e non possono più essere considerati semplicemente una massa anonima," ha detto Kozlowski ad Aleksandra Adler, che ha ricevuto il premio in rappresentanza dei colleghi studenti.

A conclusione della cerimonia, il presidente Stefan Kessler, direttore capo delle politiche del JRS Europa, ha insistito sulla tradizione migratoria alla volta dell'Europa e sull'importanza che essa riveste, richiamandosi opportunamente alla dea greca Europa: "Abbiamo dato al nostro continente il nome di una donna che in sostanza era una migrante".





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