Repubblica Democratica del Congo (RDC): sono una priorità per il JRS nel 2012 gli sfollati nel Kivu Nord
28 febbraio 2012
Goma, 28 febbraio 2012 – Nel corso del 2011, i congolesi della provincia del Kivu Nord non sono riusciti a evitare gli effetti di quello che sembra essere un ciclo di violenze senza fine tra gruppi ribelli ed esercito nazionale, e hanno continuato a subire quelli dello sfollamento forzato. Secondo fonti delle NU, alla fine del 2011 nel paese c'erano più di 1,5 milioni di sfollati, per il 50 percento provenienti dal Kivu Nord.
Danilo Giannese, responsabile dell'advocacy e della comunicazione del JRS Grandi Laghi, racconta di come la vita nei campi sia piena di infiniti problemi. "Solo per cominciare, è estremamente difficile ottenere beni di prima necessità. Le condizioni igieniche sono precarie, i servizi educativi sono gravemente compromessi, e c'è una totale mancanza di privacy, oltre che di protezione da parte delle forze di sicurezza, ed è elevato il rischio che donne e bambine siano fatte oggetto di violenza sessuale".
In risposta, il JRS Grandi Laghi ha raddoppiato il proprio impegno nella regione martoriata dal conflitto, assegnando priorità alla protezione e all'accompagnamento di migliaia di uomini, donne e bambini in circostanze di estrema vulnerabilità.
Sono stati potenziati i progetti nei sei campi ufficiali delle NU e in tre di quelli non ufficiali che si trovano nelle vicinanze di Masisi, dove l'assistenza è a livelli minimi. I team hanno inoltre istituito nuovi progetti in cinque campi nella vicina Mweso, coinvolgendo la popolazione locale dei villaggi circostanti allo scopo di evitare l'insorgenza di tensioni tra le comunità di sfollati e quelle locali.
I pilastri del lavoro del JRS. Educazione formale e informale e assistenza a quanti si trovano in gravi circostanze di vulnerabilità continuano a essere i tre pilastri del lavoro portato avanti dal personale sul campo del JRS.
In stretta collaborazione con le comunità locali, il JRS ha costruito quattro scuole secondarie nella cittadina di Masisi e due a Mweso, garantendo così accesso all'educazione a più di 1.500 studenti. Oltre 200 insegnanti hanno ricevuto formazione in materie chiave del curriculum e tecniche pedagogiche, e 60 scuole sono state rifornite di materiale didattico.
I servizi di educazione informale del JRS sono studiati in modo da incoraggiare gli IDP a non perdere fiducia nelle proprie capacità, e forniscono loro formazione e sostegno per l'avvio di attività generatrici di reddito. Più di 90 ragazze e 15 ragazzi hanno portato a termine corsi di alfabetizzazione e sartoria. A ciascun diplomato è stata stanziata la somma di 20 dollari USA per l'acquisto di una macchina per cucire e il conseguente avvio di una piccola attività commerciale.
Circa 380 donne hanno frequentato corsi di alfabetizzazione e artigianato. In questi corsi si insegna loro a realizzare delle borse che poi il JRS acquisterà per gli alunni delle scuole. Alla fine del 2011 queste attività sono state estese anche a Mweso.
L'anno scorso, il JRS ha istituito inoltre servizi di counselling e avviato attività di consapevolizzazione sui diritti delle vittime di violenza sessuale e di genere (SGBV), male di cui la RDC è tristemente considerata la capitale mondiale. Nel 2012, protezione delle vittime e riduzione dei livelli di impunità sono per il JRS temi di prioritaria importanza.
"Continuiamo ad accompagnare queste persone giorno dopo giorno, trascorrendo del tempo con loro nei campi. Di fronte alla sconfinata sofferenza che regna in questa parte del mondo," ha soggiunto Giannese "siamo consapevoli che il nostro lavoro è solo una goccia nell'oceano, però siamo oltremodo determinati a ripristinare un minimo di dignità e di speranza nel futuro".
28 febbraio 2012
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| Il JRS continua ad accompagnare la gente di Kivu Nord, intrappolata in un ciclo di migrazione forzata. (Peter Balleis SJ/JRS) |
| Educazione formale e informale e assistenza a quanti si trovano in gravi circostanze di vulnerabilità continuano a essere i tre pilastri del lavoro portato avanti dal personale sul campo del JRS. |
Danilo Giannese, responsabile dell'advocacy e della comunicazione del JRS Grandi Laghi, racconta di come la vita nei campi sia piena di infiniti problemi. "Solo per cominciare, è estremamente difficile ottenere beni di prima necessità. Le condizioni igieniche sono precarie, i servizi educativi sono gravemente compromessi, e c'è una totale mancanza di privacy, oltre che di protezione da parte delle forze di sicurezza, ed è elevato il rischio che donne e bambine siano fatte oggetto di violenza sessuale".
In risposta, il JRS Grandi Laghi ha raddoppiato il proprio impegno nella regione martoriata dal conflitto, assegnando priorità alla protezione e all'accompagnamento di migliaia di uomini, donne e bambini in circostanze di estrema vulnerabilità.
Sono stati potenziati i progetti nei sei campi ufficiali delle NU e in tre di quelli non ufficiali che si trovano nelle vicinanze di Masisi, dove l'assistenza è a livelli minimi. I team hanno inoltre istituito nuovi progetti in cinque campi nella vicina Mweso, coinvolgendo la popolazione locale dei villaggi circostanti allo scopo di evitare l'insorgenza di tensioni tra le comunità di sfollati e quelle locali.
I pilastri del lavoro del JRS. Educazione formale e informale e assistenza a quanti si trovano in gravi circostanze di vulnerabilità continuano a essere i tre pilastri del lavoro portato avanti dal personale sul campo del JRS.
In stretta collaborazione con le comunità locali, il JRS ha costruito quattro scuole secondarie nella cittadina di Masisi e due a Mweso, garantendo così accesso all'educazione a più di 1.500 studenti. Oltre 200 insegnanti hanno ricevuto formazione in materie chiave del curriculum e tecniche pedagogiche, e 60 scuole sono state rifornite di materiale didattico.
I servizi di educazione informale del JRS sono studiati in modo da incoraggiare gli IDP a non perdere fiducia nelle proprie capacità, e forniscono loro formazione e sostegno per l'avvio di attività generatrici di reddito. Più di 90 ragazze e 15 ragazzi hanno portato a termine corsi di alfabetizzazione e sartoria. A ciascun diplomato è stata stanziata la somma di 20 dollari USA per l'acquisto di una macchina per cucire e il conseguente avvio di una piccola attività commerciale.
Circa 380 donne hanno frequentato corsi di alfabetizzazione e artigianato. In questi corsi si insegna loro a realizzare delle borse che poi il JRS acquisterà per gli alunni delle scuole. Alla fine del 2011 queste attività sono state estese anche a Mweso.
L'anno scorso, il JRS ha istituito inoltre servizi di counselling e avviato attività di consapevolizzazione sui diritti delle vittime di violenza sessuale e di genere (SGBV), male di cui la RDC è tristemente considerata la capitale mondiale. Nel 2012, protezione delle vittime e riduzione dei livelli di impunità sono per il JRS temi di prioritaria importanza.
"Continuiamo ad accompagnare queste persone giorno dopo giorno, trascorrendo del tempo con loro nei campi. Di fronte alla sconfinata sofferenza che regna in questa parte del mondo," ha soggiunto Giannese "siamo consapevoli che il nostro lavoro è solo una goccia nell'oceano, però siamo oltremodo determinati a ripristinare un minimo di dignità e di speranza nel futuro".
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