Stati Uniti: il presidente Obama sprona alla firma del Trattato per la messa al bando delle mine
04 maggio 2012

La lettera esce in concomitanza con la campagna Presta la tua gamba, iniziativa volta ad accrescere la consapevolezza sul tema della bonifica dalle mine e dei sopravvissuti legata alla quarta Giornata internazionale delle Nazioni Unite per la sensibilizzazione sulle mine celebrata il 4 aprile (Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati)
L'adesione al Trattato per la messa al bando delle mine continua a riscuotere un consenso eccezionalmente alto da parte della società civile di questo paese
Washington DC, 4 maggio 2012 – I leader di 76 organizzazioni non governative, tra cui il JRS Stati Uniti, hanno fatto pervenire una lettera al presidente Obama chiedendo che gli Stati Uniti rinuncino alle mine antipersona e sottoscrivano senza altro indugio il trattato del 1997 per la loro messa al bando.

La lettera succede a una richiesta fatta nel 2010 da molti di questi stessi leader che chiedevano al Presidente di assicurare che la revisione della politica in fatto di mine annunciata dalla Casa Bianca a fine 2009 fosse tempestiva, completa e portasse a una rapida adesione al trattato. Il direttore del JRS Stati Uniti, p. Michael Evans SJ, ha firmato a nome dell'organizzazione medesima.

Gli Stati Uniti non utilizzano mine antipersona dal 1991 (prima Guerra del Golfo), non le esportano dal 1992, e non ne producono dal 1997; sono inoltre i maggiori donatori al mondo per le operazioni di bonifica. Tuttavia, hanno ancora stoccaggi pari a 10,4 milioni di unità per potenziali usi futuri, e permangono in una posizione di sospeso rispetto a questo trattato altrove ampiamente rispettato.

"L'adesione al Trattato per la messa al bando delle mine continua a riscuotere un consenso eccezionalmente alto da parte della società civile di questo paese", spiega Zach Hudson, coordinatore della US Campaign to Ban Landmines (USCBL).

"Come dimostra questo continuo dialogo con il Presidente, un ampio numero di importanti organizzazioni non governative – molte delle quali hanno potuto toccare con mano l'impatto devastante delle mine antipersona nelle comunità presso cui operano – sostiene senza remore il bando totale di queste armi e dell'effetto letale che hanno sui civili".

Da quando l'amministrazione Obama ha avviato nel dicembre 2009 una revisione inter-agenzie della politica sulle mine, ha ricevuto lettere a sostegno del Trattato per la messa al bando delle mine da 68 senatori, 16 premi Nobel per la pace, alleati chiave della NATO, alti gradi delle forze armate in pensione, decine di leader di ONG, vittime delle mine statunitensi, e da un enorme numero di cittadini americani interessati al problema.

Sono in tutto 161 i paesi firmatari del Trattato per la messa al bando delle mine, tra cui tutti i membri della NATO (ad eccezione degli Stati Uniti), e quelli dell'Unione Europea, oltre ad alleati chiave degli Stati Uniti come l'Afghanistan e l'Iraq. Gli Stati Uniti sono uno dei soli 37 paesi del mondo a non aver sottoscritto il trattato e l'unico paese dell'emisfero occidentale, Cuba a parte.

La lettera esce in concomitanza con la campagna Presta la tua gamba, iniziativa volta ad accrescere la consapevolezza sul tema della bonifica dalle mine e dei sopravvissuti, legata alla Giornata internazionale per la sensibilizzazione sulle mine che si è celebrata il 4 aprile. La campagna Presta la tua gamba 2012 è stata lanciata il 1° marzo – tredicesimo anniversario del Trattato – da sopravvissuti di tutto il mondo unitamente al segretario generale delle NU Ban Ki-moon. Da quel giorno, funzionari delle Nazioni Unite, politici, celebrità, giornalisti e gente comune si sono impegnati a "prestare le loro gambe" perché parlino contro quest'arma indiscriminata che continua a distruggere vite umane giorno dopo giorno.




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