Europa: l'accordo Italia-Libia potrebbe mettere a rischio la vita dei richiedenti asilo
27 giugno 2012

Migranti e richiedenti asilo soccorsi dalla Guardia Costiera italiana presso l'isola di Lampedusa (A. Di Loreto/ UNHCR)
Bruxelles, Roma, 27 giugno 2012 – La notizia del rinnovo degli accordi di collaborazione in materia di migrazioni tra il governo italiano e il governo libico ha suscitato pesanti critiche da parte delle ONG italiane ed europee che da anni chiedono maggiore trasparenza sugli accordi dei paesi membri dell'Unione con i Paesi terzi.
Bruxelles, Roma, 27 giugno 2012 – La notizia del rinnovo degli accordi di collaborazione in materia di migrazioni tra il governo italiano e il governo libico ha suscitato pesanti critiche da parte delle ONG italiane ed europee che da anni chiedono maggiore trasparenza sugli accordi dei paesi membri dell'Unione con i Paesi terzi.

"Ritorna lo spettro di respingimenti di fatto e la previsione di ancora troppi morti nel Mar Mediterraneo, il governo faccia quanto in suo potere per evitare il sacrificio di vite umane al largo delle coste italiane", afferma il direttore del JRS Italia (Centro Astalli), Giovanni La Manna SJ.

Alla metà di giugno, sui media italiani sono trapelati i contenuti di un accordo che pare sia stato sottoscritto il 3 aprile scorso e che riguarda il potenziamento della formazione delle forze di sicurezza libiche e contempla la messa a disposizione di fondi per la costruzione di centri di accoglienza e detenzione allo scopo di rafforzare i controlli di frontiera e organizzare più frequenti espulsioni di migranti irregolari. I due Paesi hanno convenuto di continuare a pianificare pattugliamenti marittimi nelle aree di loro giurisdizione e in acque internazionali.

Le sedi del JRS in Italia e in Europa da tempo richiamano gli Stati europei al rispetto dei diritti umani di chi fugge dalla guerra e dalla persecuzione in Libia, ma anche nei Paesi confinanti. È stato spesso raccomandato di identificare canali umanitari che consentano ai richiedenti asilo di raggiungere l'Europa in condizioni di sicurezza.

Passate condanne. A febbraio 2012, la Corte Europea dei Diritti Umani ha sentenziato che l'Italia ha commesso gravi violazioni della normativa internazionale sui diritti umani quando nel 2009 dei migranti sono stati intercettati nel Mediterraneo e respinti in Libia.

Secondo padre La Manna, il nuovo accordo potrebbe avere gravi conseguenze per richiedenti asilo e migranti, e rischia di reintrodurre pratiche che la Corte ha già condannato esplicitamente.

"Riteniamo molto grave che in un momento in cui si stabiliscono linee guida nei rapporti tra Italia e Libia non si faccia  alcuna menzione della tutela dei diritti dei richiedenti asilo", aggiunge padre La Manna.

Il Responsabile per l'advocacy del JRS Europa, Stefan Kessler, mette in relazione l'accordo Italia-Libia con il più ampio intento dell'UE di creare un sistema di "frontiere intelligenti" alla periferia dell'Unione.

"Né l'accordo Italia-Libia né l'ambizione europea di creare un sistema di ‘frontiere intelligenti' prevede un meccanismo di protezione che garantisca i diritti umani fondamentali delle persone e l'accesso alle procedure d'asilo", osserva Kessler. "Assicurare che chi arriva alle nostre frontiere riceva protezione dovrebbe essere un principio ispiratore per le relazioni tra Unione Europea e Paesi terzi".




Press Contact Information
James Stapleton
international.communications@jrs.net
+39 06 69 868 468