Repubblica Democratica del Congo: nel gestire la crisi della sicurezza, il governo non deve perdere di vista i diritti dei minori
19 settembre 2012

Nella Repubblica Democratica del Congo orientale, a causa delle precarie condizioni di vita, i giovani sfollati nei campi sono ad altissimo rischio di reclutamento forzato (Danilo Giannese/JRS)
I bambini sono non soltanto direttamente esposti ai rischi reali di reclutamento e rireclutamento; la loro vulnerabilità è al tempo stesso esacerbata dalla ridotta attività delle organizzazioni di protezione dell'infanzia, che risentono anch'esse di una situazione molto precaria della sicurezza.
Appello al governo congolese perché rafforzi la prevenzione del reclutamento dei minori

Kinshasa/ Londra, 19 settembre 2012 – Mentre la crisi politica, diplomatica e della sicurezza sorta nell'area orientale del paese si fa più profonda, le sottoscritte organizzazioni ricordano al governo il dovere di prevenire il coinvolgimento dei minori nei conflitti armati. In virtù della legislazione internazionale, il reclutamento di minori o il loro utilizzo nel corso delle ostilità da parte di forze o gruppi armati è illecito e può costituire crimine di guerra. Spetta però ai governi assumersi la responsabilità di assicurare il rispetto dei diritti dei bambini nei rispettivi territori di appartenenza, e proteggerli da qualsiasi forma di sfruttamento militare.

Fin dalla comparsa sulla scena, nell'aprile 2012, del gruppo armato "M23", continuano ad arrivare rapporti e testimonianze attendibili che denunciano il reclutamento di bambini. Nel maggio 2012, Human Rights Watch ha rivelato infatti il reclutamento forzato da parte dell'M23 di almeno 48 minori. Ma i casi non si fermano all'M23: sono infatti in aumento in altri gruppi armati congolesi e stranieri nel Nord Kivu, Sud Kivu, nella Provincia Orientale e nel Katanga.

Dal mese di aprile, la situazione della sicurezza in tutto il paese si è notevolmente aggravata, in particolare nel Nord Kivu dove imperversa l'M23, a motivo delle operazioni condotte contro questo gruppo dalle Forze armate della Repubblica Democratica del Congo (FARDC). Il ridispiegamento delle FARDC al fine di contenere l'M23 ha però lasciato libero il campo a un gran numero di milizie di autodifesa e gruppi armati con diverse rivendicazioni, e che si servono dei minori. In queste regioni sono chiaramente riapparse violazioni perpetrate contro i civili e il reclutamento di bambini che il governo non riesce ad arginare.

Lo scorso agosto, la MONUSCO esprimeva la propria "profonda inquietudine" di fronte a 150 casi documentati di reclutamento di minori, a partire dall'inizio del 2012, per mano dell'M23, dei gruppi Mai Mai, delle Forze democratiche di liberazione del Ruanda (FDLR) e dell'Esercito di liberazione del Signore (LRA), sottolineando al contempo come le cifre reali potrebbero in effetti rivelarsi di molto superiori.

Le sottoscritte organizzazioni esprimono la loro profonda preoccupazione per il pericolo rappresentato dall'attuale vuoto in fatto di sicurezza esistente in alcune località del Congo orientale. I bambini sono non soltanto direttamente esposti ai rischi reali di reclutamento e rireclutamento; la loro vulnerabilità è al tempo stesso esacerbata dalla ridotta attività delle organizzazioni di protezione dell'infanzia, che risentono anch'esse di una situazione molto precaria della sicurezza.

È in questo contesto che lo scorso agosto il governo ha annunciato un'operazione di reclutamento di giovani congolesi dai 18 ai 25 anni intesa a "rinverdire" le FARDC. Sta di fatto che alla fine del mese si erano già presentati per arruolarsi un centinaio di giovani. A questo punto, ci preoccupa che le procedure di arruolamento nella RDC possano non essere regolamentate in misura tale da impedire l'arruolamento volontario di minori.

Nel suo impegno volto combattere l'M23 e altri gruppi armati responsabili di esazioni nei confronti dei civili, il governo congolese deve necessariamente destinare sia il tempo sia le risorse necessarie a una rigorosa identificazione delle reclute onde conformarsi alla legge congolese sull'età minima prevista per il reclutamento. Dovrebbe altresì astenersi dal fornire qualsiasi sostegno militare o politico ai gruppi armati e alle milizie sospettate di reclutare e utilizzare bambini soldato.

Nel febbraio 2012, il Comitato per i diritti dell'infanzia aveva espresso la propria preoccupazione e presentato le proprie raccomandazioni al governo congolese relativamente all'attuazione del Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell'infanzia che concerne il coinvolgimento dei minori nei conflitti armati (OPAC). Questo Protocollo, ratificato dalla RDC nel 2011, fa divieto ai gruppi armati di arruolare, con la forza o su base volontaria, soggetti di età inferiore a 18 anni e di utilizzarli nelle ostilità. Con questo comunicato, chiediamo al governo di porre immediatamente in atto le raccomandazioni del Comitato, e in particolare il suo dovere di:
  • adottare tutte le misure necessarie a che nessun minore sia reclutato da gruppi armati;
  • fare sì che la liberazione, il riadattamento e il reinserimento di minori associati a forze e gruppi armati divengano una priorità;
  • vegliare affinché nessun appoggio militare, finanziario o logistico sia fornito alle milizie locali sospettate di reclutare o servirsi di minori;
  • realizzare quadri di cooperazione e scambio transfrontalieri al fine di rimpatriare i minori usciti da forze irregolari e gruppi armati;
  • uniformare le procedure di reclutamento nell'esercito e formare gli ufficiali affinché l'età di tutte le reclute sia verificata in maniera sistematica ed efficace e nessun minore sia reclutato;
  • diffondere ad ampio raggio linee guida in materia di verifica dell'età, e dare ordine ai reclutatori di non arruolare soggetti la cui età possa essere dubbia. 
Firme
  •  Action des chrétiens pour l'abolition de la torture (ACAT), Goma, Nord Kivu
  •  Appui aux femmes démunies et enfants marginalisés (AFEDEM), Goma, Nord Kivu
  •  Association de jeunes pour le développement intégré-Kalundu (AJEDI-Ka), Uvira, Sud Kivu
  •  Bureau pour le volontariat au service de l'enfance et de la santé (BVES), Bukavu, Sud Kivu
  •  Caritas-Développement Goma, Nord Kivu
  •  Child Soldiers International, Londra
  •  Coalition des ONG des droits de l'enfant (CODE), Kinshasa
  •  Enfants pour l'Avenir et le Développement (EAD), Beni, Nord Kivu
  •  Fondation Monseigneur Emmanuel Kataliko (FOMEKA), Uvira, Sud Kivu
  •  Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati (JRS), Roma
  •  Promotion de la femme et de l'enfant autochtone (PEFA)
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