Sud Sudan: dopo 15 anni, il JRS affida le attività alla popolazione locale
20 settembre 2012

Beneficiari del JRS con lo striscione della cerimonia di chiusura del JRS Nimule mentre si recano a Messa (Rebeca Acedo/JRS)
Il lavoro del JRS sull'istruzione e la costruzione della pace seguito al conflitto che ha interessato il Sudan per vent'anni ha contribuito alla creazione di fondamenta su cui ora la comunità può costruire il proprio futuro.
Nimule, 20 settembre 2012 – È calato definitivamente il sipario sull'impegno del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati nel progetto di istruzione e costruzione della pace nella cittadina frontaliera di Nimule quando il mese scorso la comunità si è riunita per assicurare al progetto un degno finale. La cerimonia di chiusura ha segnato una tappa fondamentale nella storia del JRS Africa Orientale, con la consegna della piena responsabilità alle autorità sudsudanesi e alla comunità locale.

Il lavoro del JRS sull'istruzione e la costruzione della pace seguito al conflitto che ha interessato il Sudan per vent'anni ha contribuito alla creazione di fondamenta su cui ora la comunità può costruire il proprio futuro. Per fare un esempio, il JRS ha fornito a Nimule servizi e assistenza a più di 13.000 persone in una serie di attività, tra cui la costruzione di scuole e la formazione di insegnanti.

L'istruzione (primaria, secondaria e degli adulti) come via alla promozione della pace e alla ricostruzione del paese è stata interesse primario del JRS a Nimule. Hanno inoltre rafforzato la comunità la creazione di club per la pace, la formazione di catechisti, e il sostegno alla vita quotidiana attraverso l'opera pastorale.

In un intervento in occasione della cerimonia di chiusura, il funzionario dell'agenzia delle NU per i rifugiati sul campo a Nimule, Charles Mogga Idra, ha esortato la comunità a "cogliere l'opportunità e mantenere viva l'opera avviata dal JRS".

Mogga ha chiesto inoltre agli investitori di creare istituzioni per l'apprendimento destinate ai bambini e di potenziare gli sforzi compiuti dalle ONG e dal governo.

Il JRS ha identificato per la prima volta le necessità della cittadina di Nimule nel 1997, quando il lungo conflitto aveva sfollato milioni di persone in altre zone del Sudan o nei paesi vicini. Successivamente alla chiusura, nel 2008, del progetto di Adjumani, nell'Uganda settentrionale, il JRS ha accompagnato i rifugiati che rientravano a casa nel ricostruirsi una vita.

Il progetto a Nimule ha continuato a espandersi per sostenere le popolazioni di rientrati che provenivano dall'esilio in paesi vicini come l'Uganda e il Kenya in seguito alla firma, nel 2005, dell'Accordo globale di pace tra il governo sudanese e il Movimento di liberazione del popolo sudanese.

Durante il conflitto, l'infrastruttura era stata però distrutta, e a Nimule i servizi educativi erano gravemente compromessi. In risposta a questa situazione, il JRS si è fatto avanti per aiutare la ricostruzione di un sistema di istruzione e promuovere la pace a lungo termine tra i membri della comunità sudsudanese.

Progresso sostenibile. "Il JRS ha formato facilitatori della pace per trovare soluzione ai problemi che potrebbero sorgere all'interno della comunità. La creazione di club per la pace ha fatto sì che i giovani non rimangano inattivi e ha portato alla riduzione del conflitto nella zona" ha spiegato John Paul, uno dei facilitatori della pace del JRS.

Nel 2011, il JRS ha inoltre sostenuto a Nimule 25 scuole primarie e quattro secondarie. L'impatto di questo sostegno all'istruzione è stato chiaramente visibile nel 2012, quando sono stati resi noti i risultati del Diploma sudsudanese di istruzione secondaria (SSCSE).

La migliore scuola del Sud Sudan è risultata essere la Fulla Secondary School di Nimule, sostenuta dal JRS. Da questa stessa scuola provenivano anche le dieci migliori studentesse. La frequenza delle ragazze iscritte a scuola è aumentata grazie alla fornitura di articoli per l'igiene e al servizio di assistenza psicologica forniti dal JRS.

Il JRS si è fatto inoltre carico di importanti mezzi di supporto sostenibili fornendo alle famiglie forni, sementi e attrezzature agricole, contribuendo così a una loro maggiore autonomia dopo che l'organizzazione sarà uscita di scena.

In chiusura di celebrazione, le parole e il sostegno del vescovo cattolico della diocesi di Torit, Akio Johnson Mutek, hanno trovato grande rispondenza presso i presenti. Il Vescovo ha porto i migliori auguri al JRS affinché possa guardare al futuro con fiducia, volgendo la propria attenzione ad altri progetti nel Sud Sudan che hanno enorme bisogno di aiuto, con necessità  che spaziano dal sostegno all'istruzione e pastorale, ai progetti di costruzione della pace nelle comunità di Lobone Yei e Kajo Keji. 

Alex Kiptanui, direttore del Progetto Nimule, JRS Sud Sudan




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