America Latina: i migranti haitiani a rischio di rimpatrio in tutto il continente
27 settembre 2012

La vita per i migranti forzati haitiani sta diventando sempre più precaria perché i governi di tutti gli stati americani hanno inasprito le loro politiche in materia di controllo dei confini e di immigrazione, Tabatinga, Brazil (Pastoral de Movilidad Humana)
A più di due anni e mezzo dalla tragedia, quasi tutti i governi hanno abrogato la moratoria e annunciato la ripresa o l'intensificazione dei rimpatri di migranti haitiani irregolarmente presenti nei rispettivi territori.
Bogotá, 27 settembre 2012 – La decisione di vari governi del continente americano di riprendere o intensificare i rimpatri dei migranti forzati haitiani rischia di renderli ancora più vulnerabili di quanto non siano già. Dopo il terremoto del 12 gennaio 2010, diversi latinoamericani hanno annunciato la sospensione dei rimpatri forzati ad Haiti, per motivi umanitari. Alcuni governi hanno rispettato questa moratoria, altri la hanno violata. A più di due anni e mezzo dalla tragedia, quasi tutti i governi hanno abrogato la moratoria e annunciato la ripresa o l'intensificazione dei rimpatri di migranti haitiani irregolarmente presenti nei rispettivi territori.

Ripresa dei rimpatri forzati, Isole Turks e Caicos. Lo scorso settembre, le autorità britanniche delle Isole Turks e Caicos hanno annunciato la ripresa dei rimpatri forzati di haitiani senza documenti arrivati sull'isola prima del terremoto del 2010.

"L'abrogazione della sospensione dei rimpatri forzati (a Haiti) è una decisione del Ministro per il Controllo delle Frontiere e del Lavoro al fine di applicare la legge in maniera ferma, giusta ed efficace", ha dichiarato il segretario permanente di questo ministero delle isole britanniche, la sig.ra Clara Gardiner,  a diversi organi di stampa.

"Attraverso il consolidamento della nostra capacità di intelligence e la firma di un protocollo di collaborazione con la polizia, stiamo identificando tutti i rischi e i singoli individui che cercano di compromettere l'integrità dei nostri confini, come boat-people, coyotes (trafficanti di esseri umani) e altri contrabbandieri; stiamo ricercando migranti coinvolti in attività criminali o comunque in grado di nuocere alla nostra comunità", ha dichiarato.

Ripresa dei rimpatri forzati, Indie Occidentali francesi. In un comunicato stampa rilasciato all'inizio di settembre, un gruppo di organizzazioni per la tutela dei diritti dei migranti operanti in Francia e all'estero hanno denunciato la ripresa dei rimpatri forzati di haitiani dalle Indie Occidentali; una misura che, in teoria, era stata sospesa in seguito al sisma del 2010. Queste organizzazioni, tra cui il Collectif Haïti de France (CHF) e il Comité Inter Mouvements auprès des Évacués (CIMADE), hanno criticato duramente la decisione delle autorità dell'isola di Guadalupe di espellere un padre haitiano di nazionalità francese.

Il migrante haitiano è stato interrogato "dalla polizia di frontiera francese mentre stava lavorando a Guadalupe … in seguito è stato trattenuto … e … condotto al centro di detenzione amministrativa di Morne Vergain (Guadalupe) per essere forzatamente rimpatriato a Haiti", spiegano le organizzazioni umanitarie.

"Quando il CIMADE, [un'organizzazione di migranti cristiani] ha chiesto conto al Ministro dell'Interno francese di questa grave situazione, (la ripresa dei rimpatri forzati degli haitiani), non ci ha degnato di una risposta", aggiungono.

Haitiani nel limbo in Brasile. Attualmente 210 haitiani sono abbandonati nella città di Brasileia, vicino al confine con il Perù e la Bolivia, in attesa di una decisione in merito al loro status da parte del governo brasiliano. Le autorità locali brasiliane hano iniziato a fornire assestenza umanitaria ai migranti, che sono arrivati in condizioni critiche (disidratati e affamati) dopo diversi giorni di cammino attraverso la giungla amazzonica in Bolivia.

I 210 migranti sono partiti dalla città peruviana di Iñapari, al confine tra Bolivia e Brasile, dove hanno vissuto per mesi senza alcuna assistenza da parte delle autorità e senza riuscire a entrare in un Brasile determinato a mantenere chiuse le proprie frontiere.

Con il passare del tempo, le autorità locali di Brasileia sono sempre meno disposte a fornire assistenza umanitaria a causa della scarsità di risorse. Secondo le autorità locali, hanno informato il governo centrale della presenza dei migranti. Il governo brasiliano deve ancora decidere se legalizzare il loro status legale oppure espellerli. Inoltre, non si sa se saranno rimpatriati oppure respinti in Perù.

"La politica del governo è combattere la criminalità organizzata che sfrutta i migranti a proprio vantaggio", ha dichiarato il ministro degli esteri brasiliano, Antonio Patriota, che ha sottolineato anche che è improbabile che il governo conceda il permesso di soggiorno per motivi umanitari a altri haitiani.

Ecuador, haitiani seza documenti minacciati di rimpatrio forzato. A luglio, un haitiano è stato arrestato dalle autorità per l'immigrazione per le strade della capitale dell'Ecuador, Quito, in seguito a un controllo di routine che ha fatto emergere il suo soggiorno irregolare nel Paese. Il tribunale ha concesso al migrante 90 giorni per regolarizzare il suo status, trascorsi i quali è stato emesso un decreto di espulsione. Si attende a breve un pronunciamento sul caso da parte della corte costituzionale. L'esito potrebbe influire in modo significativo sul futuro dei migranti haitiani in Ecuador, dato che costituirebbe un precedente giuridico. Frattanto molte organizzazioni per i diritti umani e altri migranti hanno esortato il governo a non espellere tutti gli haitiani irregolarmente presenti in Ecuador.

La Repubblica Dominicana? "Sotto la nuova amministrazione del Presidente Danilo Medina, le autorità per l'immigrazione hanno continuato a rimpatriare migranti haitiani, adoperando le stesse misure illegali adottate in passato", sottolinea un comunicato rilasciato lo scorso settembre dal Servizio dei Gesuiti per i Migranti che opera nella città di Jimaní , sul confine sudoccidentale.

Queste procedure irregolari consistono nella violazione dell'accordo internazionale sui diritti dei migranti che la Repubblica Dominicana ha ratificato, come pure la violazione del protocollo di intesa del 1999 riguardo alle procedure di rimpatrio tra la Repubblica Dominicana e Haiti.

Il grande timore è che il nuovo governo dominicano continui la stessa politica in materia di migrazioni, caratterizzata da rimpatri forzati di haitiani senza rispettare le procedure, il ritiro della nazionalità dominicana ai cittadini di origine haitiana e la violazione della legislazione internazionale e regionale sui diritti umani.

Wooldy Edson Louidor, Coordinatore Regionale per Haiti, JRS America Latina e Caraibi




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