Europa: Le ONG chiedono che l'agenzia UE per la gestione dei confini esterni protegga meglio i diritti umani dei migranti
17 ottobre 2012

Un gruppo di migranti appena giunti dall'Africa in un cento di detenzione a Malta. Malta, come altre destinazioni europee nel Mediterraneo, ha registrato una drastica riduzione negli arrivi via mare nel corso degli ultimi due anni. (Michael Edström/ UNHCR) December 2009
Ci aspettiamo che il lavoro del forum si basi sulla pratica. Non miriamo a raggiungere un accordo sui principi generali a livello teorico, ma piuttosto a stabilire standard e meccanismi concreti per garantire i diritti dei migranti.
Bruxelles, 17 ottobre 2012 – L'agenzia UE per la gestione delle frontiere esterne, Frontex, ha finalmente messo con decisione all'ordine del giorno i diritti umani dei migranti con il primo incontro del recentemente istituito Forum Consultivo sui Diritti Fondamentali, che si è tenuto ieri a Varsavia. Il forum, costituito da organizzazioni della società civile e istituzioni dell'UE, ha designato il JRS Europa per il ruolo di co-presidente, insieme a Frontex.

"Riteniamo questo forum di straordinaria importanza. Un numero considerevole di persone sono morte alle frontiere esterne dell'Unione Europea. Frontex, in quanto agenzia dell'UE, è tenuta a fare tutto il possibile per garantire che i diritti  dei migranti che entrano nell'UE siano rispettati", afferma Stefan Kessler, che rappresenta il JRS Europa al forum.

"Questo finora non è accaduto. Abbiamo visto una vistosa carenza di meccanismi di monitoraggio per identificare le persone bisognose di protezione, una mancanza di considerazione per lo stato dei diritti umani nei Paesi di transito dove i migranti intercettati potrebbero essere reinviati e un'assenza di procedure che consentano ai migranti di presentare un reclamo formale contro Frontex", aggiunge Kessler.

Negli ultimi anni Frontex ha subito pressioni da parte di diverse ONG, tra cui il JRS Europa, affinché consentisse che le operazioni effettuate fossero soggette a sorveglianza pubblica e garantissero la tutela dei diritti dei migranti. Questi appelli sono stati intensificati nel corso del 2011, quando quasi 2000 migranti sono morti nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

Un caso emblematico è stato la tragica morte di 54 migranti durante il viaggio dalla Libia all'Italia nel luglio scorso. La loro imbarcazione aveva raggiunto le coste italiane, ma è stata respinta in mare aperto. L'unico sopravvissuto, un cittadino eritreo, ha raccontato all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati che tutti gli altri passeggeri sono morti per disidratazione durante la tragica esperienza, durata 15 giorni. Più di metà delle vittime venivano dall'Eritrea, un Paese noto per le gravi violazioni dei diritti umani.

"La nostra intenzione è fare sì che questo forum diventi uno strumento efficace e sostenibile per migliorare il rispetto dei diritti umani alle frontiere esterne dell'Europa e nel contesto delle operazioni di rimpatrio coatto coordinate da Frontex. Se gli input delle ONG al Forum Consultivo saranno presi in considerazione, esso potrà contribuire a diminuire la probabilità che si verifichino altre tragedie", aggiunge Kessler.

Il Forum Consultivo lavorerà in collaborazione con il nuovo funzionario di Frontex per i Diritti Fondamentali, di recente nomina, che sarà responsabile di monitorare come i diritti dei migranti siano salvaguardati durante le operazioni alle frontiere.

"Ci aspettiamo che il lavoro del forum si basi sulla pratica. Non miriamo a raggiungere un accordo sui principi generali a livello teorico, ma piuttosto a stabilire standard e meccanismi concreti per garantire i diritti dei migranti", conclude Kessler.

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