Sud Sudan: diffondere via radio un messaggio di pace
18 ottobre 2012

I due conduttori del Peace Radio Show di Kajo Keji in studio durante una trasmissione dal vivo in Sud Sudan. La radio è ospitata dal Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati. (Sergi Camara/JRS)
Il programma era una naturale estensione delle attività del progetto, di cui si sentiva l'esigenza. Trasmettendo messaggi di pace via radio, l'intera comunità poteva beneficiarne.
Kajo Keji, 18 ottobre 2012 – La comunità di Kajo Keji questo mese dirà addio ai regolari talk show a cura del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati. Il programma radio negli ultimi quattro anni ha cercato di sensibilizzare la popolazione sulla risoluzione del conflitto e sul peace building.

Alla fine di questo mese, dal momento che il JRS chiude il suo progetto in questa zona, la responsabilità della trasmissione passerà al ministero per gli affari religiosi. Poiché la maggior parte delle attività per la pace, compresi questi talk show, sono stati realizzati in stretta collaborazione con le autorità, questo partenariato aiuterà a garantire una transizione positiva per il futuro.

Fin da quando la prima stazione radio della comunità, la Voce di Kajo Keji FM, è stata aperta nel 2008, il programma del JRS è andato in onda due volte al mese per due ore. Condotto dal coordinatore per il Peace Buildining e l'Advocacy del JRS, Yusto Lasuba, e dall'Ispettore della Contea per gli Affari Religiosi, Gonda Taban Emmanuel, il programma affrontava temi sensibili connessi al conflitto e al peace building.

Durante l'ultima mezzora dello show, si offriva l'opportunità ai membri della comunità di telefonare e condividere le loro esperienze, opinioni e commenti. Secondo Lasuba, questa è la parte del programma che viene maggiormente apprezzata. Ogni mese vengono messi in onda gli interventi di circa 10 ascoltatori. Questo segmento della trasmissione mostra dove c'è bisogno di una guida e il messaggio deve essere precisato. Fa del programma una vera conversazione che coinvolge l'intera comunità.

"Il programma era una naturale estensione delle attività del progetto, di cui si sentiva l'esigenza. Trasmettendo messaggi di pace via radio, l'intera comunità poteva beneficiarne", dice Jamie Dillon, vice direttore dei progetti del JRS Sud Sudan a Kajo Keji.

Nella contea di Kajo Keji, le attività di peace-building sono particolarmente importanti per la comunità, che comprende ex rifugiati, sfollati interni e altre persone che hanno subito il trauma della guerra. I conflitti causati dalle azioni del gruppo di ribelli ugandesi, il LRA, e la lotta per l'indipendenza dal Sudan hanno lasciato profonde cicatrici – fisiche e psicologiche – nella comunità.
 
Uno strumento per il peace building. Il programma offre un'importante occasione ai membri della comunità per costruire una base per uno sviluppo sostenibile nel Paese.

"Senza pace, non si può realizzare nessun altro progetto", ricorda il sig. Lasuba.

In una regione con una limitata copertuna di telefonia mobile e senza giornali locali, la radio costituisce un mezzo importantissimo per raggiungere e sensibilizzare la comunità.

Le trasmissioni sono nel dialetto locale, il bari, per massimizzare l'impatto sulla comunità. Questo garantisce che il programma "parli a ogni singola persona del villaggio che abbia l'opportunità di sentire" spiega il sig. Taban.

Oltre ai temi del peace building, il programma mira anche a promuovere l'educazione civica. Per esempio, una delle trasmissioni del 2011 presentava importanti eventi storici del Sud Sudan. Per molti ascoltatori che vivevano in esilio, questa è stata la prima lezione di storia propriamente detta – pensata per ascoltatori locali.

Durante il censimento nazionale e il referendum, prima della nascita del Sud Sudan, il JRS ha sensibilizzato la comunità su questi importanti eventi e ha incoraggiato una partecipazione diffusa. L'alto tasso di coinvolgimento della contea di Kajo Keji, specialmente per il referendum, è stato in parte attribuito a questi sforzi.

Trasmissioni più recenti hanno anche trattato temi relativi ai diritti umani e alle relazioni inter-etniche. "Rappresentati della comunità, facilitatori del processo di pace e leader locali sono stati invitati a esporre il proprio punto di vista. Avere in linea questi ospiti significa che queste persone condividono davvero il messaggio", spiega il sig. Taban.

Da quando il programma è cominciato, "la mobilitazione locale e la partecipazione sono cresciute", aggiunge il sig. Lasuba.

I membri della comunità sono molto più disposti a partecipare agli incontri e a rivestire ruoli di leadership. Si è riscontrato un forte calo dei casi di "giustizia popolare", perché la gente comincia a familiarizzarsi con i concetti di peace building e risoluzione del conflitto.

Alla fine del 2012, il JRS chiuderà il progetto a Kajo Keji dopo 11 anni di successi. La gestione delle attività passerà all'amministrazione locale. Si spera che l'eredità del JRS in termini di educazione e peace-building assicuri che i residenti stabili di Kajo Keji continuino a sviluppare e costruire una pace duratura. Oltre 12mila persone hanno beneficiato direttamente delle attività del JRS a Kajo Keji nel 2011.




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