Globale: da 32 anni, il JRS continua a focalizzarsi sull'educazione e a costruire speranza
15 novembre 2012

Ai rifugiati è offerta la possibilità di partecipare ad attività educative e ricreative, Amman, Giordania (Dominik Asbach/JRS)
Espandere l'accesso all'istruzione, costruire dove altri hanno distrutto, portare la speranza di un futuro di pace in cui i rifugiati possano vivere in dignità: questo è ciò per cui il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati è stato creato
Roma, 15 Novembre 2012 – "L'odio, la divisione e la violenza alimentano cecità e stupidità. Sono forze autodistruttive e non hanno futuro". Con queste parole Peter Balleis sj, direttore internazionale del JRS, ha iniziato la sua relazione al convegno Alimentare la speranza attraverso l'istruzione che si è tenuto stamattina presso la Georgetown University a Washington DC, sottolineando l'importanza dell'istruzione superiore per i rifugiati.

"Queste parole di Dietrich Bonheoffer, teologo tedesco e dissidente politico durante la dittatura nazista, offrono un messaggio adatto al trentaduesimo anniversario della fondazione del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, creato per costruire dove altri hanno portato distruzione, per offrire conoscenza dove regna l'ignoranza", dice padre Balleis parlando prima dell'evento.

"Questo è ciò a cui mirava padre Pedro Arrupe, allora Padre Generale della Compagnia di Gesù e fondatore del  JRS, quando chiamò i gesuiti ad assistere i rifugiati in tutto il mondo, non solo rispondendo ai loro bisogni materiali, ma attraverso una assistenza umana, pedagogica e spirituale che consenta una trasformazione olistica", ha detto padre Balleis.

Nel suo intervento a Washington padre Balleis ha sottolineato l'importanza dell'istruzione, l'uso della conoscenza come mezzo di resistenza alle forze auto-distruttive della violenza. Alimentando la speranza attraverso una formazione basata su una fede profonda nella dignità e nell'interdipendenza della famiglia umana, il JRS cerca di restituire forza ai migranti forzati e di favorire un futuro pieno di speranza.

La decisione di offrire servizi educativi è parte di un approccio più olistico alla formazione. Prendiamo ad esempio i recenti progetti del JRS in Giordania e Siria. Durante la fase di emergenza, quando la maggior parte delle agenzie sta si concentra sull'offerta di assistenza umanitaria, il JRS cerca anche di organizzare attività educative e ricreative come mezzo di cura del trauma e di promozione del benessere psicosociale. E' stato un modo per portare un senso di normalità nella vita dei bambini. In quest'ottica, il ruolo dell'istruzione superiore è quello di contribuire alla creazione di leadership in un contesto di forti valori morali di riferimento.

Istruzione superiore a distanza. Negli ultimi due anni, il JRS si è unito a Jesuit Commons, un'iniziativa che incoraggia la collaborazione tra le reti mondiali dei gesuiti a vantaggio delle comunità più povere, sponsorizzando progetti denominati Jesuit Commons: istruzione superiore ai margini (JC:HEM). Questi progetti promuovono un approccio olistico alla formazione dei rifugiati che rispetti e sviluppi i valori culturali e il carattere morale degli studenti.

I progetti pilota del JC:HEM sono già iniziati nei campi profughi in Kenya e in Malawi e si inizia ad estenderli anche alla Giordania. Già quasi 600 studenti hanno partecipato ai corsi per conseguire la laurea o il diploma.

Sulla base dei servizi di istruzione primaria e secondaria già esistenti, il JC:HEM cerca di rafforzare la capacità delle comunità di migranti forzati di diventare auto-sufficienti. I progetti di istruzione superiore del JRS  – che siano in Giordania, in Malawi o in Kenya – intendono promuovere nuove idee e prospettive che diano sostanza ai sogni di molti rifugiati riguardo a un futuro di maggiore sicurezza, dove i popoli vivano insieme in pace.

Entro il 2015, in linea con l'obiettivo strategico organizzativo in materia di istruzione, il JRS spera di aumentare i luoghi di sperimentazione del JC:HEM, di rafforzare la propria collaborazione con le università gesuite, di fornire materiali didattici online e di integrare la maggior parte dei progetti educativi con servizi di accompagnamento psicosociale.

"Espandere l'accesso all'istruzione, costruire dove altri hanno distrutto, portare la speranza di un futuro di pace in cui i rifugiati possano vivere in dignità: questo è ciò per cui il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati è stato creato", conclude padre Balleis.




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