Turchia: I rifugiati afghani affrontano la crisi dell'inverno
19 novembre 2012

Un rifugiato iracheno a colloquio con un operatore del JRS in Turchia (Agata Kawika/JRS)
Meno di sei mesi fa, circa 7.000 afghani sono stati registrati come rifugiati in Turchia dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). In meno di sei mesi, il numero è più che raddoppiato.
Ankara, 19 novembre 2012 – I rifugiati afghani stanno affrontando un inverno difficile in Turchia, quest'anno. Secondo le informazioni fornite al JRS oltre 8.900 afghani sono arrivati del Paese dal 31 maggio, passando soprattutto dall'Iran. Si ritiene che la maggior parte siano in fuga a causa del peggioramento della situazione della sicurezza in Afghanistan, ma alcuni di loro hanno probabilmente vissuto in Iran per un certo periodo.

Meno di sei mesi fa, circa 7.000 afghani sono stati registrati come rifugiati in Turchia dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). In meno di sei mesi, il numero è più che raddoppiato. Il fatto che arrivino con poche o nessuna risorsa li mette in una situazione di estrema vulnerabilità.

"Durante l'estate, alcuni vivevano in tenda, ma da allora sono stati trasferiti in diverse città in tutto il Paese. Subito dopo il trasferimento, ci si aspetta che provvedano da soli a trovare un posto dove vivere, pagarsi l'affitto e sostenere tutte le altre spese. I rifugiati sono sparpagliati in 51 città in tutta la Turchia e la maggior parte si presentano alla polizia almeno una volta a settimana. Per andare in un'altra città serve un permesso ufficiale", dice un operatore del JRS in Turchia.

Ci sono attualmente 700 rifugiati che vivono nella città di Kirikkale, nella Turchia centrale: circa 600 sono arrivati negli ultimi due mesi. Altri luoghi di reinsediamento sono Tokat (1.800 rifugiati), Malatya (1.200 rifugiati) e Sivas (800 rifugiati). Il JRS stima che il 98% di questi rifugiati sceglierà di restare in Turchia, rinuncianso a un viaggio difficile o pericoloso verso un altro Paese d'Europa.

"Queste sono persone che non hanno nulla, non hanno modo di pagare l'affitto. Hanno bisogno di tutto. Alcune famiglie vivono praticamente sulla nuda terra e l'inverno si avvicina rapidamente", continua l'operatore del JRS.

Il JRS in Turchia. Al momento questi rifugiati non ricevono alcuna assistenza dal governo o dalle Nazioni Unite. La loro situazione è abbastanza disperata e peggiorerà con l'arrivo dell'inverno. C'è urgente bisogno di letti, coperte, cibo e carburante per il riscaldamento e per cucinare. Il JRS riceve anche richieste per l'assistenza medica dei rifugiati, dal momento che non hanno diritto all'assistenza pubblica.

Il Servizio dei Gesuiti per I Rifugiati lavora in Turchia dal 2009; a cavallo tra due continenti, la Turchia è sia un Paese di destinazione sia un punto di transito per rifugiati che arrivano da Afghanistan, Iran, Iraq, Sudan e Somalia e aspettano il reinsediamento, oppure sperano di raggiungere l'Europa. Inoltre, la Turchia attualmente accoglie 120 mila rifugiati siriani nei campi profughi.Il personale del JRS in Turchia offre assistenza materiale e buoni pasto a 110 rifugiati a Ankara e a Kirikkale nella Turchia centrale.

In media circa 25 famiglie ricevono sei buoni pasto del valore di circa 100 dollari ciascuno, mentre i buoni pasto distribuiti ai singoli rifugiati valgono ognuno 50 dollari. A tutti i rifugiati vengono forniti vestiti caldi, orientamento, sostegno e l'opportunità di frequentare corsi di lingua turca. Finora, il JRS fa fronte alle necessità raccogliendo fondi localmente in Turchia, ma ormai questi finanziamenti sono terminati.

Puoi contribuire anche tu al nostro impegno di aiutare questi rifugiati urbani in Turchia.

Christian Fuchs, responsabile comunicazione del JRS USA





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