Repubblica Democratica del Congo: il JRS riprende le attività a Masisi e lo staff rientra al lavoro a Goma, ma la tensione resta alta
23 novembre 2012

Goma, 23 novembre 2012 – A pochi giorni dalla presa di Goma, la capitale del Nord Kivu, nel Congo orientale, da parte del gruppo ribelle Movimento del 23 marzo (M23), il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati ha ripreso in parte le proprie attività a sostegno di sfollati e comunità locali nell'area di Masisi, a poco più di un centinaio di chilometri dalla città. 

Lo staff è inoltre rientrato al lavoro a Goma per valutare, in coordinamento con le agenzie umanitarie e le altre organizzazioni, le modalità d'intervento per venire incontro ai bisogni urgenti, soprattutto cibo e assistenza medica, dei circa 140 mila sfollati presenti attualmente nella zona.

Nella città di Masisi e nei campi di sfollati di Lushebere e Bukombo, il JRS ha ristabilito i propri programmi di educazione informale, vale a dire corsi di alfabetizzazione, associati ad attività generatrici di reddito come sartoria, produzione di borse e scuola di parrucchiere, rivolti in gran parte a donne, ragazze e giovani uomini che nella loro vita non hanno avuto la possibilità di ricevere l'istruzione scolastica. A Nyabiondo, inoltre, il JRS ha ripreso i lavori di costruzione di una scuola secondaria.

"Abbiamo deciso di proseguire le nostre attività al servizio degli sfollati di Masisi, nonostante il clima di'insicurezza che viviamo in questi giorni, per restituire normalità alle vite di queste persone, continuamente minacciate da pericoli e dalla continua necessità di fuggire per mettersi in salvo. Studentesse e studenti stanno venendo regolarmente in classe, interessati ad apprendere, socializzare e dimenticare la guerra", afferma il direttore del JRS Grandi Laghi Africa, Isaac Kiyaka SJ.

Secondo le informazioni raccolte sul terreno dal personale del JRS, a Masisi resta tuttavia molto alta la tensione all'interno della popolazione, a causa del possibile arrivo imminente dei ribelli dell'M23. Nella zona, peraltro, sono attivi numerosi altri gruppi ribelli autori, nelle scorse settimane, di violenti scontri e violazioni dei diritti umani denunciate dal JRS in un comunicato stampa pubblicato il 14 novembre. La linea adottata dal JRS è dunque quella di valutare giorno per giorno la possibilità di realizzare le attività oppure no.

Collaborazione con le organizzazioni umanitarie. A Goma, intanto, proseguono gli sforzi delle agenzie umanitarie e delle organizzazioni internazionali per mettere in piedi una risposta coordinata ai bisogni urgenti di almeno 140 mila donne, bambini e uomini che risultano sfollati in seguito ai combattimenti degli ultimi giorni.

Cibo, servizi di assistenza medica, e rifornimento di strutture sanitarie vittime di atti di vandalismo e sciacallaggio rappresentano le maggiori priorità indicate dall'Ufficio per la Coordinazione degli Affari Umanitari (OCHA).

Nella giornata del 23 novembre, il personale del JRS è rientrato regolarmente a lavoro negli uffici di Goma, dopo l'evacuazione del 20 novembre scorso, quando i ribelli dell'M23 si sono impossessati della città, e lavora in queste ore a stretto contatto con OCHA e gli altri attori umanitari al fine di fornire assistenza immediata agli sfollati.

"Stiamo valutando le modalità di intervento più efficaci per lenire le sofferenze di migliaia di donne, bambini e uomini, la maggior parte dei quali in condizioni di estrema vulnerabilità, che da giorni sono stati privati di ogni forma di assistenza umanitaria", spiega ancora padre Kiyaka.

Per ragioni di sicurezza, infine, i programmi di educazione formale, informale e assistenza agli individui vulnerabili a Mweso, l'altra zona di intervento del JRS in Nord Kivu, risultano ancora sospesi a tempo indeterminato.



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