America Latina: In memoria di Acacio Belandria, prete gesuita e simbolo della lotta per i diritti umani
11 dicembre 2012

Acacio Belandria, SJ
Senza dubbio, la profonda umanità e spiritualità di Acacio lo ha spinto ad accompagnare noi tutti, vittime e difensori, a prescindere dalla fede di ciascuno. La fede di Acacio era centrata su un amore radicale, un amore che in America Latina dovrebbe esprimersi in una lotta senza restrizioni per i diritti di tutti.
Bogotà, 11 dicembre 2012 – Ieri era la giornata dedicata a commemorare la lotta mondiale per i diritti umani; un giorno per ricordare che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è un impegno per prevenire le atrocità della guerra. In questo giorno è necessario estendere questo impegno ad altri campi delle relazioni umane, mentre le dispute sulle risorse naturale e economiche stanno minando il benessere dell'umanità. Così, un richiamo all'ospitalità e al rispetto tra i popoli deve prevalere per rinnovare l'impegno per i diritti umani.

Un uomo che credeva nell'assoluta dignità di ogni essere umano e che ha combattuto apertamente la discriminazione dei più emarginati ed esclusi del Venezuela è stato il sacerdote gesuita Acacio Belandria. Purtroppo, è deceduto ieri in un incidente automobilistico, lasciando costernati i suoi parrocchiani e la gente di El Nula.

Acacio era una persona che ha affrontato tutte le dimensioni della dottrina dei diritti umani, non limitandosi ad usare procedure per difendere i diritti umani. Attraverso l'ufficio del difensore civico dei diritti dei minori a El Nula e la Commissione di Giustizia e Pace, oltre a prendersi cura di tutte le vittime di volazioni dei diritti umani e accompagnarli attraverso il processo legale di risarcimento, ha avuto un approccio innovativo nel promuovere la pace e i diritti umani attraverso la formazione degli insegnanti e lo sviluppo di programmi educativi di comunità.

Convinto difensore dei diritti dei rifugiati, Acacio è stato uno dei pochi che ha avuto il coraggio di denunciare pubblicamente il reclutamento forzato di ragazzi e ragazze a El Nula, gli abusi e la detenzione arbitraria di rifugiati da parte dei militari e la presenza di gruppi armati colombiani, come le FARC e l'ELN, sul territorio venezuelano.

La sua guida ha dato impulso alle attività del JRS in Venezuela, tra cui ci sono progetti che oggi aiutano a migliorare la vita delle comunità impoverite che vivono sul confine. Ma oltre a sviluppare il quadro istituzionale per i diritti di chi faceva parte della sua parrocchia, Acacio è riuscito ad includere il tema dei diritti umani nel suo lavoro di pastore e compagno delle comunità e dei volontari che le servono.

La vita di Acacio è una sintesi di una profonda fede religiosa e di una devozione alla lotta per promuovere I diritti di tutti, a partire dai più emarginati. A quasi 83 anni, Acacio continuava a visitare ogni mese oltre 16 comunità rurali nello sttao di Alto Apure, portando la parola di Dio, l'Eucarestia e altri sacramenti.

Anche se Acacio è morto, la sua lotta continua. La lotta di un popolo che, dalla propria esperienza del Dio vivente, è stato incoraggiato a lavorare per la dignità di chi è escluso.

O di quelli che, disgustati dall'ingiustizia del mondo, hanno scoperto un Dio vivente nella lotta quotidiana per i più svantaggiati, aumentando la loro consapevolezza dei propri diritti e accompagnandoli in mezzo alle avversità; offrendo loro un barlume di speranza.

Senza dubbio, la profonda umanità e spiritualità di Acacio lo ha spinto ad accompagnare noi tutti, vittime e difensori, a prescindere dalla fede di ciascuno. La fede di Acacio era centrata su un amore radicale, un amore che in America Latina dovrebbe esprimersi in una lotta senza restrizioni per i diritti di tutti.

Grazie, Acacio, per essere stato un testimone radicale del servizio e del convincimento.

Merlys Mosquera Chamat, Direttore, Servizio dei Gesuiti per I Rifugiati America Latina e Caraibi
Eduardo Soto Parra SJ, parrocchia di El Nula, Venezuela




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