America Latina e Caraibi: immigrati, Dio chiede con urgenza si faccia giustizia e si pratichi l'ospitalità
18 dicembre 2012

I migranti sono un segno dei tempi, tempi in cui Dio ci sollecita a farci urgentemente ospitali, ad accogliere i migranti come fossero fratelli e sorelle, Automeca, Haiti (JRS/Peter Balleis)
Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.
Comunicato stampa

Bogotá, 18 dicembre 2012 – Nel celebrare la Giornata internazionale dei migranti, le opere della Compagnia di Gesù aderenti alla Rete dei gesuiti per i migranti dell'America Latina e Caraibi lanciano un messaggio di solidarietà e speranza ai 214 milioni di fratelli e sorelle migranti di tutto il mondo. Pur di fronte al prezioso contributo che gli immigrati danno tanto alle rispettive società ospitanti quanto a quelle di origine, molti di essi sono costretti a vivere in condizioni di vulnerabilità, privi di protezione internazionale contro le violazioni dei diritti umani di cui possono essere oggetto.

In questi ultimi decenni, i flussi migratori sono aumentati e per numero e per complessità. Per fare un esempio, tra il 2002 e il 2010 il numero di migranti è passato da 150 a 214 milioni, e oggi il fenomeno vede lo spostamento di una molteplicità di gruppi diversi: sfollati, rifugiati, migranti economici e ambientali, sfollati per sfuggire a violenze di natura sessuale.

I migranti sono un segno dei tempi, tempi in cui Dio ci sollecita a farci urgentemente ospitali, ad accogliere i migranti come fossero fratelli e sorelle, ad assimilarli nelle nostre rispettive società garantendo il totale rispetto dei loro diritti, senza distinzione etnica o culturale, economica o giuridica, né religiosa.

È, questo, un invito a mettere in pratica le parole di S. Paolo nell'epistola ai Galati (3,28): "Non c'è più giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù".

Come proclamato dall'Assemblea generale delle NU nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, tutti gli esseri umani sono "membri della famiglia umana", e "nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza".

In America Latina e Caraibi. Circa 26 milioni di donne e uomini dell'America Latina e Caraibi vivono fuori dai rispettivi paesi di origine, in particolare negli Stati Uniti, in Spagna e nello stesso subcontinente. Ingiustizia sociale, disparità tra i diversi paesi, povertà, violenza, calamità naturali e un modello di sviluppo squilibrato incentrato sull'eccessivo sfruttamento delle risorse naturali sono tra le principali cause di migrazione nella regione.

Indubbiamente l'adozione di soluzioni e risposte mirate a estirpare le citate cause strutturali del fenomeno migratorio è e permarrà uno dei temi dominanti nella regione. Di fronte a questa realtà, "occuparsi dei bisogni dei migranti – compresi rifugiati, sfollati interni e vittime del traffico di esseri umani – continua a essere una preferenza apostolica della Compagnia" (Congregazione Generale 35a della Compagnia di Gesù, Decreto 3, n. 39).

La Rete gesuita per i migranti dell'America Latina e Caraibi (RJM-LAC), che fa parte della Rete globale ignaziana di advocacy, ha come fine quello di incentivare questa preferenza di ordine apostolico; e in quest'ottica si impegna nell'accompagnamento di migranti, sfollati e rifugiati in forma efficiente, coordinata e integrata in diversi ambiti di azione: pastorale, educativo, sociale, legale, di ricerca e advocacy. Si ratta di un approccio che integra l'opera del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati, del Servizio dei Gesuiti per i Migranti, e altri programmi di università, parrocchie e college della Compagnia di Gesù riguardanti migrazione, sfollamento e asilo.

Il RJM-LAC crede fermamente che tutte le persone abbiano il diritto di vivere, lavorare ed esprimere concretamente le proprie potenzialità umane nei rispettivi luoghi di origine. Tuttavia, quando ciò non fosse possibile, è loro diritto cercare condizioni di vita migliori al di fuori di tali luoghi, sia entro i propri paesi di origine, sia valicando confini internazionali.

Per questo motivo la rete condanna tutte le forme di violazione dei diritti umani e di discriminazione ai danni dei migranti, quali:
  • la stigmatizzazione da parte dei media e la criminalizzazione da parte degli stati della migrazione irregolare;
  • il rifiuto sistematico da parte di numerosi stati di concedere protezione internazionale ai richiedenti asilo e rifugiati, lasciando questi in condizioni di estrema vulnerabilità;
  • l'applicazione di politiche migratorie restrittive incentrate sulla detenzione, l'espulsione e il controllo frontaliero;
  • il conseguente rafforzamento delle reti di traffico e contrabbando, di cui molte aventi a che fare con fenomeni di corruzione e impunità da parte di esponenti dello stato;
  • lo sfruttamento dei migranti sul mercato del lavoro; e
  • la particolare vulnerabilità di donne e bambini.
Ci opponiamo a questo modello squilibrato di sviluppo promosso dalle grandi società multinazionali, che privilegia il mercato rispetto allo sviluppo umano e al libero movimento delle persone, e conseguentemente la distruzione dell'ambiente e l'estrazione delle risorse naturali, causando lo sfollamento di intere popolazioni.

Il RJM-LAC invoca:
  • la ratifica universale della Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie;
  • la concessione di un'efficace protezione internazionale ai richiedenti asilo e rifugiati;
  • l'attuazione di politiche migratorie puntuali ed esaustive che trattino non soltanto della migrazione di forza lavoro, bensì anche delle dimensioni culturale, sociale, religiosa e politica dell'esistenza umana dei singoli;
  • la protezione dei diritti umani, a prescindere dallo status migratorio della persona in causa, con particolare attenzione a fasce di popolazione vulnerabili, come le donne e i bambini;
  • un modello di sviluppo sostenibile incentrato sulla persona umana.
Infine, la rete sollecita gli stati e le popolazione dell'America Latina e Caraibi a tenere nel dovuto conto il valore del contributo dato dai migranti alle rispettive società, e a impegnarsi a far sì che la regione divenga più giusta e ospitale.

Per informazioni, contattare
Sig.a Merlys Mosquera Chamat
Direttore del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati America Latina e Caraibi: Colombia, Ecuador, Panama e Venezuela
Tel: +57 1 368 1466; +57 320 230 8825; email: direccion.regional@sjrlac.org

Rafael Moreno Villa, SJ
Direttore Generale del RJM-LAC
email: sjrsjmlacdireccion@gmail.com

Sig.a Yolanda González Cerdeira
Coordinatrice del Servizio dei Gesuiti per i Migranti della subregione Centro- e Nord America (CANA): Belize, Guatemala, El Salvador, Honduras, Nicaragua, Costa Rica, Panama, Messico, Stati Uniti e Canada.
email: ygcerdeira@radioprogreso.net

Mario Serrano Marte, SJ
Coordinatore del Servizio dei Gesuiti per i Migranti della subregione Caraibica: Repubblica Dominicana, Haiti, Giamaica, Canada francofono, Venezuela, Stati Uniti (Miami e Florida)
email: direccion@bono.org.do

Emilio Martínez Díaz, SJ
Coordinatore della subregione del Cono Sud del Servizio dei Gesuiti per i Migranti: Perù, Bolivia, Argentina, Cile, Brasile.
email: sj.emilio@gmail.com




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