Repubblica Democratica del Congo: dopo la guerra, segnali di pace e riconciliazione a Masisi
30 gennaio 2013

Bujumbura, 30 gennaio 2013 – Dopo mesi di aspro conflitto, tensioni intercomunitarie e diverse decine di morti, a Masisi, nel Congo orientale, si respira un clima di relativa quiete e tra la popolazione prevale una rinnovata speranza di pace e riconciliazione. La partecipazione in massa di insegnanti e studentesse a una formazione didattica organizzata dal JRS testimonia la voglia di ricominciare a vivere degli abitanti.

Soltanto un mese e mezzo fa a Masisi si faceva l'ennesima conta delle vittime di un conflitto tra gruppi ribelli legati alle due maggiori comunità presenti nella zona, gli hunde e gli hutu. 

In un comunicato stampa pubblicato il 5 dicembre scorso, il JRS aveva denunciato l'uccisione di almeno 28 persone in una sola settimana. Il conflitto, legato agli interessi attorno ai giacimenti minerari di cui è ricca la regione, si è intensificato dallo scorso agosto instillando odio e paura reciproci tra gli abitanti delle due comunità.

La riconciliazione. Con l'obiettivo di mettere fine al conflitto e alle tensioni e di percorrere, una volta per tutte, la strada della riconciliazione, il mese scorso si è tenuta una importante riunione intercomunitaria a Lushebere, non lontano da Masisi, a cui hanno preso parte anche i leader dei gruppi in conflitto.

Nel corso della riunione, sono stati sanciti la fine immediata delle ostilità da parte dei gruppi armati legati alle due comunità e l'intervento dell'esercito congolese nei confronti del gruppo che, per primo, non dovesse rispettare gli accordi. È stato inoltre favorito il ritorno degli sfollati nei villaggi da cui erano fuggiti e programmate attività di sensibilizzazione comunitaria sul tema della convivenza pacifica.

"Nei mesi del conflitto un hunde avrebbe avuto troppa paura di recarsi in un villaggio hutu e viceversa. Nelle ultime settimane, invece, assistiamo a segnali di distensione e la gente si reca liberamente nei villaggi di comunità diverse dalla propria. La popolazione innocente è stanca dei conflitti e vuole solo vivere in pace con il resto degli abitanti", spiega il responsabile per la comunicazione e l'advocacy del JRS Grandi Laghi, Danilo Giannese.

La formazione del JRS, un segno di pace. Per sancire la riconciliazione tra le comunità di Masisi e testimoniare il clima di sicurezza ritrovato, il JRS ha organizzato, dal 20 al 23 dicembre scorsi, una formazione didattica rivolta a 70 insegnanti e 70 ragazze iscritte all'ultimo anno di scuola secondaria. 

La formazione, che rientra nel programma di educazione formale del JRS a Masisi, era stata inizialmente prevista per novembre e poi rinviata a causa del conflitto.

I partecipanti appartengono a entrambe le comunità di Masisi e molti di loro hanno dovuto percorrere molti chilometri a piedi per raggiungere il centro del JRS. Presentandosi al completo, hanno dimostrato fiducia nel clima di riconciliazione instaurato dopo la riunione intercomunitaria e una grande voglia di tornare a vivere nella normalità.

"Volevo partecipare alla formazione ma avevo paura che a Masisi gli hunde mi avrebbero ucciso. Eppure ho voluto credere nello spirito di riconciliazione, mi sono fatto coraggio e ho deciso di andarci – racconta uno degli insegnanti - Lungo la strada da casa mia a Masisi mi sono fermato in altri villaggi dove raccoglievo informazioni sulla sicurezza. Tutti mi dicevano che non si sentiva sparare da tempo. Ora posso affermare che non solo nessuno mi ha torto un capello, ma la gente mi ha accolto molto bene. In quei giorni, durante la formazione, condividevo l'aula con tanti colleghi hunde e mi sono sentito perfettamente a mio agio".

"La formazione organizzata dal JRS rappresenta un segno di pace di cui abbiamo bisogno per mettere in pratica la riconciliazione a cui hanno aderito i leader dei gruppi in conflitto in questa zona", spiega il parroco di Masisi, Théodore Mbuleki. 

La situazione della sicurezza in altre zone attorno a Masisi resta comunque ancora precaria, a causa della presenza di gruppi armati. Il JRS auspica dunque che una riconciliazione come quella attuata a Masisi, che si spera si riveli duratura e contribuisca alla stabilizzazione del territorio, possa avere luogo anche in altri villaggi.




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