Nuovo Papa, figlio di un migrante, segno di speranza e di giustizia
14 marzo 2013

Ci sono così tante persone affamate in questo mondo: affamate di giustizia, di protezione, di una casa. Hanno anche bisogno di perdono in questo mondo, c'è così tanta violenza che le persone non riescono a perdonarsi a vicenda", dice il direttore internazionale del JRS, Peter Balleis SJ.
Roma, 14 marzo 2013 – La fumata bianca che comunica l'elezione di un nuovo Pontefice finalmente è arrivata alle 7 di ieri sera dal camino della Cappella Sistina, a appena 300 metri dall'ufficio del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati. Circa un'ora più tardi, è stato resa pubblica l'elezione del Cardinal Bergoglio di Argentina con il nome di Papa Francesco.

L'enfasi di Papa Francesco sull'inclusione sociale per per chi vive alle periferie della società riflette la missione del JRS: promuovere l'ospitalità verso i rifugiati, le persone più emarginate del nostro mondo. Il JRS considera questa nomina come un segno di speranza per la pace e la giustizia per i più vulnerabili del nostro mondo.

Nel suo discorso alla folla in attesa, Papa Francesco ha invitato i fedeli a "un cammino di fraternità, di amore e di fiducia tra noi"; un annuncio al mondo che, lungo il percorso, il nuovo Papa si batterà per fare strada nella fede e nella giustiza.

"Incoraggia la missione per i poveri e abbiamo bisogno di questo tipo di incoraggiamento da chi guida la Chiesa affinché possiamo realizzare la missione di Cristo" dice il direttore internazionale del JRS, Peter Balleis SJ.

Il nuovo Papa può identificarsi con le difficoltà della migrazione dal momento che è figlio di immigrati italiani. Il Santo Padre ha cercato la semplicità per tutta la sua vita e ha dato esempio di umiltà nella sua prima apparizione pubblica come Papa chiedendo alla folla di pregare per lui.


"Uno dei temi cari alla chiesa dell'America Latina è l'opzione per i poveri, la cura per i deboli e per la gente umile e forse con la scelta del nome di S. Francesco d'Assisi il Papa ha voluto esprimere questo desiderio di semplicità", dichiara padre Balleis.

Papa Francesco ha anche chiesto al mondo di pregare con lui il Padre Nostro, la preghiera di Gesù che pone Dio al primo posto e chiede a Lui "il nostro pane quotidiano".

"Ci sono così tante persone affamate in questo mondo: affamate di giustizia, di protezione, di una casa. Hanno anche bisogno di perdono in questo mondo, c'è così tanta violenza che le persone non riescono a perdonarsi a vicenda", aggiunge padre Balleis.

È questo genere di fame, continua padre Balleis, che riecheggia tra i migranti forzati  – i siriani  cercano protezione, i colombiani giustizia, i rifuguiati urbani il riconoscimento delle comunità che li ospitano.

"Il Padre Nostro che Papa Francesco ha pregato insieme a noi e a decine di migliaia di persone a piazza S. Pietro ci ispira per il nostro lavoro, che consiste nel raggiungere tutti, comprese persone di altre religioni e culture. Abbiamo ricevuto un grande incoraggiamento attraverso questo nuovo Papa così gioioso".




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